IN CAMMINO VERSO COMPOSTELA di Beatrice Masci

Cari lettori, per voi una segnalazione di una nuova uscita, edita da Montag edizioni, su un argomento molto interessante, discusso e misterioso, il Cammino di Santiago. Vi lascio la scheda per le informazioni.

sant.jpgTitolo: In cammino verso Compostela

Autore: Beatrice Masci

Editore: Montag (Le Fenici)

Pagine: 67

Prezzo: € 12 (copertina flessibile)

TRAMA

Ogni anno centinaia di migliaia di persone intraprendono il Cammino verso Santiago de Compostela. Un cammino che non è soltanto una prova fisica, ma un vero viaggio dentro se stessi. Con passione, ironia e arguzia, Beatrice Masci fa raccontare ai suoi piedi gli ottocento chilometri percorsi in 33 giorni, con una vera e propria immersione nella sacralità dei luoghi percorsi e dei pellegrini incontrati, in un’alternanza di sorrisi e riflessioni che faranno “bere” al lettore il racconto di un cammino in cui si “annullano le differenze e si arriva all’essenziale”.

L’AUTORE

Beatrice Masci è nata nel 1963 in Umbria, nel piccolo paese di San Vito. Insegnante per dieci anni, ha poi scoperto la sua vera vocazione dedicandosi al giornalismo e alla scrittura. In cammino verso Compostela è il suo secondo romanzo: ha infatti recentemente esordito nel mondo della letteratura con il libro Vado a vivere in campagna: istruzioni per l’uso, Edizioni Thyrus.

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L’amore, quando muore di Nadia Levato

 

Il libro di Nadia Levato, edito da Montag Edizioni per la collana Chiamatelo amore, è impostato come una lunga confessione di Elisa a suo marito Matteo. Sono giunti al tramonto del loro matrimonio, Matteo dedito completamente al suo lavoro pur di non affrontare i problemi con Elisa, lei troppo chiusa nella sua depressione per avere la forza di reagire e parlare a Matteo. La situazione sembra davvero irrimediabile, neanche il supporto di Carlo, amico storico di Matteo, né l’arrivo di un bambino riporta i giusti equilibri nelle loro vite.

L'amore, quando muore di Nadia Levato

È una storia breve ma che ti accarezza e strazia l’anima: mancanze, delusioni, soprattutto in amore, rendono il tutto così vivo e personale. Il dolore di Elisa può essere quello di chiunque viva o abbia vissuto una storia d’amore devastante.

Mi fai sentire inadeguata.

Sbagliata.

Incrinata.

Fuori posto.

Fuori luogo.

Mi fai sentire come una di quelle bambole di ceramica che colleziona tua nonna.

Mi è sembrato che Carlo personificasse un po’ l’ironia della sorte, ciò che era destinato ma che la vita ha pensato bene di sviare su un altro sentiero; la morte si fa beffe di lui e di ciò che avrebbe potuto avere.

Lo stile è incalzante, spezzato, come se la sofferenza trapelasse dalle brevi frasi che si susseguono, rendendo toccante l’intera vicenda.

Ciò che questo libro esprime è sicuramente il fatto di non dover mai dare nulla per scontato, soprattutto quando si tratta di forti sentimenti come l’amore; ci si sofferma troppo spesso sui problemi di ogni giorno e quasi mai sul proprio cuore, gli abbracci o le gentilezze sono premi rari che si concedono molto più difficilmente delle cattive azioni.

Chissà com’è provare un amore così sordo. Resistere al dolore di una mancanza. Accettare la morte e la caducità della nostra vita. Continuare a macinare passi, minuti, giorni. Il cuore in un eterno passato ed i piedi in un beffardo presente. Chissà com’è continuare ad amare quando l’altro tace sotto la polvere. Rimestare la terra bagnata aspettando che il sole l’asciughi.

Irene Cambriglia