Novità in uscita: febbraio 2018

Cari lettori, vi proponiamo per questo mese di febbraio, alcuni consigli di titoli nuovi in uscita. Abbiamo selezionato ciò che ci intrigava ed interessava di più. Buona lettura!

Minimum Fax:

minimum 1La bastarda della Carolina- Dorothy Allison 

Ruth Anne Boatwright, per tutti Bone, dal padre ha ereditato solamente un certificato di nascita che la dichiara bastarda. A sorreggerla – in una cittadina del South Carolina segnata dalla povertà e dal degrado e in una famiglia nella quale amore, rabbia e prevaricazione fanno parte di un unico coacervo di sentimenti spesso incontrollati – è il disperato e dolcissimo rapporto che la lega alla madre, e che neanche le violenze subite dal patrigno riusciranno a spezzare. Ambientato negli anni Cinquanta, ricco di riferimenti autobiografici, il romanzo di Dorothy Allison racconta con un’intensità senza precedenti un mondo crudele e amorevole al contempo, nel quale la brutalità maschile e la resilienza delle donne, il desiderio di rivolta e la forza dei legami familiari coesistono in un intrico indissolubile.
Prezzo di copertina: 19, 00 

minimum 2Théodore e Dorothée – Alexandre Postel

Théodore e Dorothée sono, a modo loro, una coppia perfetta, a cominciare dai nomi di battesimo, uno l’anagramma dell’altro. Lui programmatore informatico, lei insegnante impegnata da anni in un’ambiziosa tesi di laurea su un politico francese, sono giovani, belli, progressisti, e soprattutto si amano profondamente, al punto di compiere il grande passo e prendere una casa insieme, a Parigi. Eppure, la loro vita è un continuo interrogarsi: qual è il modo migliore di divertirsi? Che cosa si deve mangiare, e che cosa no? Che cosa fare del proprio corpo, e quanto prendersene cura? A cosa consacrarsi? È più giusto fondare una famiglia, lavorare, oppure arricchire la schiera degli «indignati»?
In Théodore e Dorothée Alexandre Postel ci svela, con partecipe ironia, l’anatomia di una coppia e delle sue dinamiche, raccontando attraverso i suoi due protagonisti un’intera generazione in perenne attesa di una primavera che sembra sempre dietro l’angolo ma che non arriva mai.
Prezzo di copertina: 17,00 

Mondadori:

mondadori 1.jpgStorie della buonanotte per bambine ribelli 2 – a cura di Francesca Cavallo e Elena Favilli

C’erano una volta cento ragazze che hanno cambiato il mondo. Ora ce ne sono molte, molte di più! Con oltre un milione di copie vendute in tutto il mondo, Storie della buonanotte per bambine ribelli è diventato un movimento globale e un simbolo di libertà. Le autrici Francesca Cavallo ed Elena Favilli tornano con cento nuove, bellissime storie per ispirare le bambine – e i bambini – a sognare senza confini.
Beyoncé, Mary Shelley, J.K. Rowling, Beatrix Potter e Steffi Graf sono solo alcune delle 100 storie raccolte in Storie della buonanotte per bambine ribelli 2: 100 eroine, 100 favole, 100 esempi di coraggio per continuare a sognare in grande.
Prezzo di copertina: 19, 00 

mondadori 2Estate – Leonardo Colombati

“Cosa devo fare della mia vita? Io non lo so. Avevo tutto: una famiglia, i soldi, l’amore, il rispetto. E il Sea-Gull Hôtel des Étrangers. Non mi è rimasto più niente.” Jacopo D’Alverno è un quarantenne indeciso a tutto, che gestisce pigramente il vecchio albergo di famiglia senza voler prendere atto che certi fasti appartengono a un’altra epoca; fino al giorno in cui assiste impotente all’incendio che decreta la chiusura dell’hotel e lo costringe a fare i conti con se stesso. Abbandonato da moglie e figlia, vessato dalla compagnia di assicurazione, aggredito dai creditori, Jacopo affronta la sua débâcle esistenziale con l’aiuto di due improbabili compagni d’avventura: il suo molesto e irresistibile avvocato, anche lui neoscapolo costantemente in bilico tra euforia e disperazione; e Astrid, giornalista freelance e antica fiamma di gioventù che Jacopo accompagna controvoglia in Norvegia per seguire il processo a Anders Breivik. Narrato in prima persona, con un sapiente andirivieni nel tempo, il romanzo affronta con sguardo limpido il momento della crisi. .
Prezzo di copertina: 19,00 

NN Editore:

nn1Danze di guerra – Sherman Alexie
Al centro dei racconti e delle poesie di Danze di guerra ci sono uomini che, di fronte a una scelta che cambierà le loro vite, cercano la propria strada e una risposta alle paure dell’infanzia o ai dilemmi della maturità. Ogni storia parte da un errore, da un rimpianto o da un conflitto: un padre di famiglia che per legittima difesa uccide un giovane ladro, un figlio che ricorda con dolcezza e rancore il padre morto alcolizzato, un marito incapace di provare ancora desiderio per la bellissima moglie. Con una lingua poetica e una disincantata ironia, Sherman Alexie ci consegna un libro costruito come un mosaico, dove ogni tassello illumina il precario equilibrio di un’identità, quella dell’uomo di oggi, che rivela la sua natura sfuggente, insicura anche della propria forza, in costante ricerca di un’assoluzione per la propria dolorosa fragilità.
Prezzo di copertina: 18, 00 

Feltrinelli: 

feltriUn ragazzo normale – Lorenzo Marone

Mimì, dodici anni, occhiali, parlantina da sapientone e la fissa per i fumetti, gli astronauti e Karate Kid, abita in uno stabile del Vomero, a Napoli, dove suo padre lavora come portiere. Passa le giornate sul marciapiede insieme al suo migliore amico Sasà, un piccolo scugnizzo, o nel bilocale che condivide con i genitori, la sorella adolescente e i nonni. Nel 1985, l’anno in cui tutto cambia, Mimì si sta esercitando nella trasmissione del pensiero, architetta piani per riuscire a comprarsi un costume da Spiderman e cerca il modo di attaccare bottone con Viola convincendola a portare da mangiare a Morla, la tartaruga che vive sul grande balcone all’ultimo piano. Ma, soprattutto, conosce Giancarlo, il suo supereroe. Che, al posto della Batmobile, ha una Mehari verde. Che non vola né sposta montagne, ma scrive. E che come armi ha un’agenda e una biro, con cui si batte per sconfiggere il male. Giancarlo è Giancarlo Siani, il giornalista de “Il Mattino” che cadrà vittima della camorra proprio quell’anno e davanti a quel palazzo. Nei mesi precedenti al 23 settembre, il giorno in cui il giovane giornalista verrà ucciso, e nel piccolo mondo circoscritto dello stabile del Vomero, Mimì diventa grande. E scopre l’importanza dell’amicizia e dei legami veri, i palpiti del primo amore, il valore salvifico delle storie e delle parole. Perché i supereroi forse non esistono, ma il ricordo delle persone speciali e le loro piccole grandi azioni restano.
Prezzo di copertina: 16, 00  

Einaudi:

einaudiLe ricette della signora Tokue – Durian Sukegawa

Sentarō è un uomo di mezza età, ombroso e solitario. Pasticciere senza vocazione, è costretto a lavorare da Doraharu, una piccola bottega di dolciumi nei sobborghi di Tōkyō, per ripagare un debito contratto anni prima con il proprietario. Da mattina a sera Sentarō confeziona dorayaki – dolci tipici giapponesi a base di pandispagna e an, una confettura di fagioli azuki – e li serve a una clientela modesta ma fedele, composta principalmente da studentesse chiassose che si ritrovano lí dopo la scuola. Il pasticciere infelice lavora solo il minimo indispensabile.. Finché all’improvviso tutto cambia: sotto il ciliegio in fiore davanti a Doraharu compare un’anziana signora dai capelli bianchi e dalle mani nodose e deformi. La settantaseienne Tokue si offre come aiuto pasticciera a fronte di una paga ridicola. Inizialmente riluttante, Sentarō si convince ad assumerla dopo aver assaggiato la sua confettura an. Sublime.  Nel giro di poco tempo, le vendite raddoppiano e Doraharu vive la stagione piú gloriosa che Sentarō ricordi. Ma qual è la ricetta segreta della signora Tokue? Con amorevole perseveranza, l’anziana signora insegna a Sentarō i lenti e minuziosi passaggi grazie ai quali si compie la magia: «Si tratta di osservare bene l’aspetto degli azuki. Di aprirsi a ciò che hanno da dirci. Significa, per esempio, immaginare i giorni di pioggia e i giorni di sole che hanno vissuto. Ascoltare la storia del loro viaggio, dei venti che li hanno portati fino a noi».
Prezzo di copertina: 18, 00 

Eris edizioni: 

eris

Crawl Space – Jesse Jacobs

Daisy ha appena traslocato quando scopre un intero universo parallelo fatto di forme di vita insolite, sensazioni e colori accecanti all’interno della lavatrice della sua nuova casa. Quali conseguenze avrà la scelta di raccontare l’esistenza di questo mondo psichedelico alle compagne di scuola appena conosciute?

Prezzo di copertina: 15, 00 

LiberAria: 

COPERTINA_PECERE-01 solo fronte.JPGLa vita lontana – Paolo Pecere

“La vita lontana” ripercorre gli anni della crescita e della formazione di due fratelli gemelli, Marzio e Livio, abbandonati dal padre, Elio, dopo la loro nascita, per trasferirsi in India in un monastero jainista dove diventa figura autorevole per la comunità religiosa. La madre Dora, giovane insegnante precaria, voce del narrante del romanzo, cresce i gemelli completamente sola. Pur ispirata da ideali umanistici, in lei emerge la consapevolezza della miopia borghese che ha inquinato la sua vita. Il romanzo procede per spezzoni che restituiscono la disintegrazione della famiglia occidentale senza mai giudicare, stando dalla parte della speranza.
Prezzo di copertina: 16, 00  

 

Bao Publishing:

baoCurveball- Jeremy Sorese

Curveball è una storia d’amore, sullo sfondo di una guerra, in un mondo controllato da macchine ormai decrepite e umani ormai disillusi. Curveball è una storia lunghissima, che si legge tutta d’un fiato, la cui narrazione ondivaga somiglia dolorosamente a un amore non corrisposto, quasi una malattia. Curveball è il primo romanzo grafico di Jeremy Sorese, un illustratore americano geniale, che profonde in queste 424 pagine tutta la sua maestria grafica. Curveball è un libro che vi farà innamorare. Di sé. Di qualcosa. Di qualcuno. Fate attenzione.
Prezzo di copertina: 25, 00 

 

Annunci

Wrap up di ottobre e novembre 2017

Cari lettori, eccoci ritornati al nostro appuntamento mensile con il wrap up ☺. Questa volta ho deciso di farlo dei mesi di ottobre e novembre insieme poiché sono riuscita a leggere davvero poco; infatti i libri sono solo cinque, due dei quali letti per il gruppo di lettura della pagina, ovvero Frankenstein di Mary Shelley e Il sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino. Ma procediamo con ordine.

dav

Il primo libro letto nel mese di ottobre è stato Lombra di Edward Carey edito da Bompiani. Purtroppo è stato l’ultimo della trilogia che riguarda la famiglia degli Iremonger e mi è dispiaciuto tanto perché tutti e tre i libri sono bellissimi e originali. Qui troverete il link della recensione fatta sul blog.

Frankenstein di Mary Shelley, che io ho letto nell’edizione Bur Rizzoli, è stata per me una rilettura, che ha confermato la mia opinione positiva sul romanzo. Sulla trama di Frankenstein non mi dilungo perché è molto famosa e anche chi non ha letto il libro ha sicuramente visto una delle tante trasposizioni cinematografiche (io ad esempio non ne ho visto nessuna, ma devo recuperare assolutamente). Il libro è ricco di spunti di riflessione, c’è la lotta tra la scienza e l’etica, tra la mortalità e l’immortalità; cosa è disposto a fare un uomo pur di sconfiggere la morte? Fin dove riesce a spingersi pur di raggiungere il suo scopo? Frankenstein ci mostra che l’uomo si spinge fin troppo oltre e si rende conto del suo errore solo quando è ormai troppo tardi. Credo sia una lettura fondamentale e la consiglio sperando che possa piacervi quanto è piaciuta a me.

Il terzo libro che ho letto ad ottobre è stato Stoner di John Williams edito dalla Fazi Editore. Aspettava da un bel po’ in libreria e viste le recensioni molto positive ho deciso finalmente di leggerlo anche io; devo dire che ho preso una giusta decisione. Il libro mi è piaciuto davvero tanto, non solo per la trama che è perfetta nella sua semplicità, ma anche nello stile di scrittura, così intimo e introspettivo che facilmente riesce a toccare le corde dell’anima del lettore. La vita di Stoner è una vita semplice fatta di alti e bassi, si parla di amore, morte, dolore e, anche se non mi trovo d’accordo con la passività con cui il protagonista vive la sua vita, non ho potuto fare a meno di immedesimarmi in alcune sue riflessioni. È un libro che non può non piacere a mio avviso, quindi non posso far altro che consigliarvi di assaporarlo lentamente.

Nel mese di novembre, invece, ho letto Il sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino nella nuova edizione della Mondadori. Io adoro Calvino e ho amato follemente Se una notte d’inverno un viaggiatore e Gli amori difficili; anche la trilogia araldica mi ha affascinato ed avrei voglia di rileggerla. La stessa cosa non posso dire per Il sentiero dei nidi di ragno; sicuramente si riconosce la maestria dello stile dello scrittore, ma mi aspettavo di più da un libro che ha come argomento la Resistenza. Nella prefazione al libro, scritta dallo stesso Calvino, ho trovato delle spiegazioni che mi sono servite per comprendere il libro più a fondo e per certi versi ho compreso il significato di alcune delle sue scelte; nonostante questo, però, non mi sono appassionata al libro purtroppo. Leggerò di sicuro altre sue opere e spero di ritrovare il Calvino di sempre.

Il morbo di Haggard

L’altro libro letto nel mese di novembre è stato Il morbo di Haggard di Patrick McGrath edito da Adelphi edizioni. Dello stesso scrittore avevo già letto Follia, che mi piacque tantissimo, tanto che ho voluto approfondire la sua bibliografia proprio con questo gioiellino. Non mi ha colpito come Follia, ma mi ha invogliato a leggere altro di McGrath, quindi direi che ha colpito nel segno :D. Con la bookaniera Irene, che lo ha letto con me, ho fatto una recensione che troverete al seguente link ☺. Buona lettura e a presto con il prossimo wrap up.

Mariavittoria Molitierno

 

Tredici di Jay Asher

image

Spero voi siate pronti, perché sto per raccontarvi la storia della mia vita. O meglio, come mai è finita. Se state ascoltando queste cassette, è perché voi siete una delle ragioni.

Con queste parole intriganti e struggenti allo stesso tempo iniziamo la lettura di “Tredici” il romanzo di Jay Asher che sta spopolando soprattutto ultimamente a seguito dell’uscita della serie Netflix ad esso ispirata.
A pronunciarle è Hannah, una ragazza molto giovane, un’adolescente trasferitasi da poco tempo in città per questioni di lavoro dei suoi genitori.

Le regole sono semplicissime. Sono solo due.
Regola numero uno: ascoltare.
Regola numero due: consegnare il pacco agli altri.

Hannah prima di suicidarsi ha registrato 13 tracce su 7 cassette, una per lato. In ogni lato -e ogni capitolo del libro, scelta che io ho molto apprezzato- viene presentato un personaggio e il motivo per il quale è presente su quel nastro, motivo che, assieme ad altri, ha portato la ragazza a togliersi la vita.

Nessuno sa per certo l’impatto che ha sulla vita degli altri. Il più delle volte non ne abbiamo la minima idea. Ciò nonostante, la influenziamo lo stesso.

Noi lettori veniamo a conoscenza di queste registrazioni nel momento in cui arrivano a Clay, un ragazzo molto educato e riservato, compagno di scuola di Hannah e, soprattutto, innamorato perso di lei.

Clay è uno dei tredici destinatari nominati in questo pacco di cassette. Il motivo per il quale un ragazzo apparentemente così dolce e gentile faccia parte di questa lista sarà per lo più un tormento che ci accompagnerà per gran parte del libro.

Hannah mi è apparsa inizialmente presuntuosa e vendicativa, intenzionata ad incolpare gli altri del suo atto estremo. Tuttavia nel corso della lettura mi sono ricreduta: una ragazza molto debole, talvolta passiva nelle situazioni. Con queste registrazioni vuole mandare un messaggio ben preciso, ovvero quello di non essere superficiali dando per scontato il ruolo che abbiamo, l’influenza che possiamo avere sui nostri compagni, amici e, perché no, alunni.
Il suo atteggiamento deriva dalla mancanza di fiducia che via via si dilaga, la porta ad una depressione e fragilità emotiva che la paralizza. Come reagire? Con chi parlare?

Un concetto che viene ricalcato più volte è che un’azione, una parola, può mettere in atto una “valanga” di eventi. Un effetto domino che Hannah da sola non sa gestire. Questa serie di eventi non giustificano il suo suicidio, ma ne danno una spiegazione.

Nel libro è presente anche un finale alternativo per chi, come me, avrebbe preferito in un miracoloso salvataggio della protagonista. Onestamente, non ho gradito. Come spiega anche l’autore, se Hannah fosse sopravvissuta, i “responsabili” del suicidio non avrebbero cambiato i loro comportamenti e avrebbero continuato a tormentare altri ragazzi.

Spinta dalla lettura del libro, ho cominciato la serie ma non mi sta entusiasmando. Consiglio invece di affrontare assolutamente questa lettura.

Linda Peotta

La più amata, Teresa Ciabatti

Come vi avevamo detto, quest’anno I Bookanieri si uniscono all’iniziativa dello Stregathon, con la lettura dei 12 finalisti al Premio Strega 2017.

Quest’oggi è la volta de La più amata di Teresa Ciabatti, edito da Mondadori. La scrittrice ha scelto di raccontare in forma autobiografica uno spaccato della sua vita familiare. Al centro del romanzo vi è infatti un grande interrogativo: chi è mio padre? Suo padre, definito quasi da tutti “Il Professore”, era Lorenzo Ciabatti, primario dell’ospedale di Orbetello, paese toscano in provincia di Grosseto. Attorno alla sua figura ruotano una serie di segreti cui Teresa, nel libro, è inevitabilmente esposta, e che condizioneranno la sua intera esistenza.

Il racconto della famiglia Ciabatti, però, inizia prima della nascita di Teresa. Inizia con una presentazione di quest’uomo dall’aura potente, in grado di distinguersi dagli altri anche da ragazzo. Lorenzo Ciabatti diventa presto una figura di spicco, emerge sugli altri, si affianca a personalità di un certo calibro – politica, commercio, ecc. -, insomma, un uomo che in poco tempo è capace di diventare un leader, di accumulare grandi ricchezze e di ottenere la stima di tutti.

Dietro le quinte, però, inizia a consumarsi un dramma: il suo matrimonio con Francesca, donna anticonvenzionale (probabilmente non adatta al Professore, come sostengono in molti alle loro spalle), la nascita dei due figli, i primi problemi. Teresa Ciabatti svela le problematiche di chi ha vissuto a fianco di un uomo di quel tipo, riporta a galla episodi e ricordi legati ad un’infanzia – la sua – condizionata dal denaro, dalle parole non dette, da fatti traumatici che hanno segnato sotto ogni punto di vista il suo io.

La scrittrice ha dato prova di un grande coraggio, nel denunciare senza paura i traumi che ha vissuto da bambina a causa di suo padre, di cui tuttora fatica a scoprire al 100% l’identità. E lo fa con grande onestà, mettendo se stessa e tutti gli altri componenti di quel contorto nucleo familiare alla gogna, perché nessuno possa sentirsi esente da responsabilità.

Ho molto apprezzato l’intero romanzo, che avevo iniziato con alcune perplessità, non lo nego. Ma procedendo con la lettura ho trovato tanti particolari convincenti: la scelta di mostrare più punti di vista (non soltanto il suo, quello di sua madre, quello di suo fratello), ma anche diverse prospettive di se stessa, prima bambina, poi donna.

Insomma, avrete capito che il libro mi ha colpito molto. Spero che gli darete una possibilità.

Giovanna

Ultima la luce di Gaia Manzini

Spesso quando scegliamo di leggere un romanzo nuovo, un’ultima uscita, magari di un autore che non conosciamo ma che vorremmo scoprire, veniamo spinti dalle più disparate motivazioni. Io personalmente sono attratta dalle copertine minimaliste, curate, che in poco riescono a riassumere l’intenzione dell’autore e che ti fanno capire dove quella particolare storia voglia andare a parare. Questo è ciò che mi ha spinta a partecipare alla presentazione presso la Libreria Culture Club di Mola di Ultima la luce di Gaia Manzini edito Mondadori. Sono stata incuriosita dall’idea che una piscina, il nuoto e per questo la solitudine che ne deriva, potessero essere tema portante di un romanzo che dalla trama mi intrigava.

L’autrice, già dal titolo, fa capire che il libro non è altro che un lungo viaggio al termine del quale il protagonista verrà (forse) a patti con i propri sentimenti, verrà sorpreso dalle scoperte che farà e uscirà dalla piscina, liquido amniotico nel quale maturerà ed evolverà, uomo nuovo.

Su stessa ammissione della Manzini, il libro ha subito una lunga gestazione; letto e riletto, modificato nella lingua per renderlo controllato così come pacato e moderato risulta essere Ivano il protagonista, Ultima la luce racconta di come negli anni del boom economico un uomo comune, un ingegnere, che nulla ha a che fare con il classico eroe romanzesco, abbia fondato la sua vita su tre grandi pilastri: costruirsi una famiglia, costruirsi una casa, costruirsi una carriera. Questa sembrava essere la formula della felicità per lui, ordine, rigore, precisione… ma molto spesso le cose non sono come appaiono.
Il libro è anche un romanzo d’amore, potremmo dire amore disperato per Sofia, sua compagna di vita per oltre quarant’anni che una volta morta lo lascerà solo, libero ma allo stesso tempo incapace di comprendere se ci sia un Ivano senza Sofia, se egli abbia un’ identità che prescinda dalla metà persa…

Questo lutto lo porterà a prendere una decisione, partire per Santo Domingo, dove il fratello ha scelto di vivere dopo anni di lavoro nella finanza. Sull’isola, però, Ivano percepisce che qualcosa non va: il fratello, sembra un altro, numerosi fatti e persone della sua vita gli appaiono diversi rispetto a quello che ha sempre creduto. Prima tra tutti sua moglie enigmatica, misteriosa e poi la figlia Anna, protagonista di una vita che il padre non ha mai compreso fino in fondo. 

Il passato tornerà a bussare chiedendo il conto e rompendo definitivamente la sicurezza di una vita ordinaria nella quale Ivano si crogiolava, facendolo rimettere in gioco. 

Tutto può crollare in un secondo, le certezze di una vita, l’idea che abbiamo del nostro grande amore, ma dalle macerie si può anche ricostruire pezzo dopo pezzo se si ha la giusta forza.

Gaia Manzini autrice che con il suo modo di porsi e di parlare della sua opera mi ha conquistata, racconta di come spesso siamo abbagliati da un’idea di felicità che resta solo apparente e superficiale e di come per poterla raggiungere a pieno non dobbiamo lasciare nulla in sospeso. 

La presentazione mi ha convinta a leggere questo romanzo, e voi vi farete contagiare?

Nicole Zoi Gatto

Scheda del libro

Editore: Mondadori 

Pagine: 248

Costo: 18,50

Memorie delle mie puttane tristi di Gabriel Garcia Marquez

okHo concluso da poco la lettura del piccolo “Memoria delle mie puttane tristi” di Gabriel Garcia Marquez e vorrei farvi sapere che ne penso. Innanzitutto più che un vero e proprio romanzo, credo sia meglio definirlo un memoriale, un racconto breve delle memorie del protagonista, della sua vita e dei perché delle sue scelte. Il percorso da lui compiuto lo porta a provare il forte amore per una piccola donna. Una ragazza che diventa un emblema di purezza, di vitalità, di riscoperta. Si può avere 90 anni per amare? Cosa si prova a quell’età? E poi, è davvero “un’età”? Chi siamo rimane sempre in noi, nella nostra essenza. E’ il corpo ad invecchiare, a maturare, a cambiare, ma qualcosa in noi c’è ed è sempre acceso. L’idea che abbiamo della vecchiaia è ormai così lontana dalla normalità, secondo me, da renderci interdetti alla presenza di una trama che concentra così tanto amore in un uomo ormai vissuto. Ma è proprio il suo punto di vista a riempire il cuore.

gabriel_garcia_marquez-mortoHo avuto la possibilità di ascoltare diversi pareri riguardo questo libro, molti lo hanno trovato simile a Lolita ma più scarso, altri non hanno capito a pieno quale fosse l’intento dell’autore. Ma credo che fosse proprio quello di analizzare una condizione, un’età, e il suo modo di vedere il mondo, soprattutto di vivere l’amore, dimostrando che è sempre come la prima volta. Marquez era un grande. Nei temi, nello stile, nella prosa.

“Ti ricordi di me?” di Sophie Kinsella

Ho deciso di avvicinarmi al genere dei romanzi rosa/chick lit per una questione meramente pratica: spuntare una delle sfide che riguardano la Book Challenge della pagina Facebook di IRead la Tana del Lettore.

Il mio atteggiamento, forse prevenuto, mi ha spinto a cominciare questo libro con un fare arrogante, quasi come fosse una sfida tra me e questo libro ignaro delle mie cattive intenzioni!

Ma ho dovuto ricredermi in corso d’opera e non posso che essere felice dell’esito di questo viaggio.

Per quanto possa essere scontato un romanzo di questo tipo, è importante tenere in conto, come per tutti i libri, aspetti che riguardano la correttezza della trama, la caratterizzazione dei personaggi, il tipo di scrittura, il messaggio veicolato. E sotto tutti questi aspetti il libro mi ha soddisfatta, e pure tanto!

La trama, che riguarda il viaggio alla ricerca di ricordi perduti, mi ha tenuta incollata per tutto il tempo al libro (infatti l’ho finito in pochissimo tempo!); non ho potuto non amare la protagonista, Lexi, una donna coraggiosa, ambiziosa e di buon cuore che mette in gioco la sua stessa vita per il benessere di chi le sta vicina; e chi di voi non avrà amato Jon? Quest’uomo affascinante, bellissimo, dai modi inizialmente sgarbati che poi si scopre essere un romanticone di prima categoria, lo abbiamo pensato tutte! Dalla storia ne esce ovviamente sconfitto il personaggio del marito di Lexi, Eric, il tipico uomo-robot dedito completamente al suo lavoro di creare “una vita in stile loft” (credo tutti abbiamo odiato, assieme alla protagonista, quest’espressione!).

Trattengo il fiato. Ti prego non dirlo, ti prego non dirlo…«Vita in stile loft!»”

Lo stile della scrittrice segue il flusso dei pensieri della protagonista, proprio perché la trama è incentrata sulla difficoltà di lei di recuperare la memoria ed è simpatico essere dalla sua parte per sorridere o innervosirci perché non ricordiamo nulla.

Il libro che ad un primo sguardo può sembrare di una banalità unica nasconde invece messaggi importanti: non è mai un bene eccedere ma bisogna sempre ricercare un equilibrio che permetta di vivere la vita secondo le proprie disposizioni d’animo; il denaro non è tutto se poi si è aridi emotivamente e non si è in grado neanche di provare empatia per chi perde un lavoro o dice un semplice grazie. Ed è importante non giudicare mai chi ci sta di fronte, mai porci in maniera arrogante e meschina, ma bisogna imparare a tendere una mano quando occorre.

È una storia per sorridere, sognare e soprattutto riflettere…

*Irene*