Berlino 2.0 di Alberto Madrigal e Mathilde Ramadier

“Berlino è povera ma sexy”

Con questa frase, che riassume perfettamente lo spirito del graphic, si apre il nuovo lavoro di Alberto Madrigal e Mathilde Ramadier Berlino 2.0 edito Bao Publishing.

Terzo volume di una trilogia che comprende Un lavoro vero e Va tutto bene, pubblicati rispettivamente nel 2013 e nel 2015, Madrigal prosegue la sua opera narrativa sulla stessa scia dei primi graphic.

Il tema trattato continua ad essere quello della disillusione di una generazione, dei problemi economici e personali che i giovani di oggi si trovano a dover fronteggiare quando si rendono conto che i loro desideri, quelli per cui tanto hanno studiato e per i quali hanno sacrificato tutto, faticano a realizzarsi. In un mondo che sembra troppo in crisi e chiuso su vecchi modelli di sviluppo per dare speranza, le difficoltà degli under trenta continuano ad essere al centro della storia.

Se i due lavori precedenti vedevano prima lo svolgersi delle vicende di un giovane disegnatore di belle speranze, spagnolo, in cerca del lavoro perfetto nella grigia Germania (che tanto ha di autobiografico) e poi il frantumarsi dei progetti imprenditoriali di una giovane ragazza squattrinata, la vita raccontata questa volta è quella di Margot.

La ragazza protagonista della nostra storia è una ventitreenne francese laureata in filosofia, che decide di abbandonare la sua patria con un sogno nella valigia: quello di potersi realizzare in una città culturalmente frizzante e viva, piena di possibilità, di giovani e di cultura, come Berlino.

L’arrivo è dei più ottimistici; trasferitasi in casa di un amico libraio, appartamento di epoca prussiana che la faceva quasi sentire in un castello, alimentando l’illusione di aver raggiunto il luogo ideale dove potersi esprimere a pieno, Margot capisce ben presto che il paese dei balocchi non esiste.

Sì, la Berlino anticonformista, libera, priva di pregiudizi e freni esiste, c’è e questa sua vena moderna è percepibile anche nei disegni di Madrigal, dalle linee così sottili e minimaliste, dai colori tenui che rivelano la voglia di un ordine e di una precisione che esiste solo sulla carta ed è in netta contrapposizione al caotico mondo raccontato sulle tavole.

Ma ciò non basta.

Margot capirà, a sue spese, che la capitale della nuova Germania, quella che da tutti i paesi europei è guardata con ammirazione perché fresca e ricettacolo di talenti, dall’economia ridente e in pieno sviluppo, è come un grande caleidoscopio; colorata, vivace, divertente, ma illusoria.

Quando torni a guardarla con gli occhi giusti, con la freddezza di chi sta combattendo per costruirsi un futuro, una carriera, un domani, comprendi che le garanzie non esistono, i lavori veri e con tutela sono solo un miraggio.

All’apparenza è facile far credere ai più, con la giusta pubblicità, la giusta immagine e gli slogan studiati, che il modello di vita proposto sia il migliore di quelli possibili.

Le promesse fanno leva e spesso i più ingenui o motivati ci cascano, venendo a patti con la propria voglia di successo e accontentandosi del lavoro che capita.

Ma se sei giovane e non ti accontenti dei minijobs, quelli sottopagati ( se hai la fortuna di essere pagato), privi di garanzie, di sicurezza, quelli per intenderci, che non ti permettono a cuor leggero di pensare alla possibilità di costruirti una famiglia, la vita non è per nulla semplice.

Inizierai ad odiare la tua scelta, penserai di tornare nel paese dal quale sei partito, perché tanto un futuro migliore non è possibile, inutile provarci.

Oppure, come Margot, ti ritroverai ad amare la città dei finti balocchi e ad accettarne i difetti.

Perché a Berlino ci si affeziona.

Lì si mettono radici.

La si ama.

Nonostante tutto.

“È il tuo bilancio da straniera?”

“Il bello è che non mi sento una straniera.”

Nicole Zoi Gatto


Alberto Madrigal, nato in Spagna e residente a Berlino dal 2007, dopo alcune storie brevi e lavori da illustratore freelance, fa il suo esordio nel mondo del fumetto con la sua prima opera lunga nel 2013, quando pubblica Un lavoro vero (BAO Publishing), di cui è autore completo. Nel 2015 esce Va tutto bene, in cui ritrova i temi dello smarrimento e i sogni di una generazione che lotta per affermare la propria identità. Nello stesso anno realizza le illustrazioni de L’albero delle storie, romanzo per ragazzi scritto da Gabriele Clima e pubblicato nella collana “Il battello a vapore” (Edizioni Piemme). La sua ultima opera è Berlino 2.0, scritto da Mathilde Ramadier e pubblicato da BAO Publishing nel 2017.

Mathilde Ramadier, classe 1987, è autrice, saggista e sceneggiatrice. Dopo aver studiato graphic design si dedica agli studi di Estetica e Psicoanalisi all’Università di Parigi. Nel 2011 ottiene un master in Filosofia contemporanea all’ENS, con una tesi su Sartre. Nello stesso anno, attirata dalla capitale tedesca, si trasferisce a Berlino. Dopo diverse traduzioni dall’inglese e dal tedesco, nel 2013 pubblica il suo primo graphic novel per la Casa editrice francese Dargaud, Rêves Syncopés, per i disegni di Laurent Bonneau. Nel 2016, per la Casa editrice francese Futuropolis scrive Berlino 2.0., disegnato da Alberto Madrigal ed edito nel 2017 in Italia da BAO Publishing.

Berlino 2.0” Book Blog & Vlog Tour

5 tappe, dal 22 novembre al 1 dicembre 2017!

Un modo per conoscere meglio il nuovo libro disegnato da Alberto Madrigal su testi di Mathilde Ramadier, Berlino 2.0, edito da BAO Publishing, attraverso una serie di recensioni, video-recensioni e interviste che vi sveleranno, secondo diversi punti di vista, i lati più interessanti di questo graphic novel!

Per il giveaway, saranno estratti 3 vincitori o vincitrici tra i partecipanti.
Ognuno/a di loro vincerà:
– 1 copia di “Berlino 2.0”
– 1 disegno realizzato da Alberto Madrigal

Per partecipare e poter vincere bisogna:

– Mettere mi piace alla pagina Facebook BAO Publishing
– Diventare lettori fissi/seguire i blog/vlog partecipanti
– Commentare tutte le tappe del blog tour
– Compilare il form con i dati (per il givaway)
– Condividere il blogtour sui social

C’è tempo per partecipare al giveaway fino al 4 dicembre 2017.

 

Ecco di seguito il link per registrarsi e partecipare al giveaway: https://www.rafflecopter.com/rafl/display/8e45a55b1/

“Berlino 2.0”
Mathilde Ramadier e Alberto Madrigal

Book Blog & Vlog tour
22 novembre – 1 dicembre 2017

22 novembre
Fangirl in love with books

www.youtube.com/channel/UCIPdu_wAzER7uI-ErtJULTg

Videorecensione e annuncio giveaway

24 novembre
I bookanieri

www.ibookanieri.wordpress.com
Recensione

27 novembre
Oh ma che ansia

www.youtube.com/channel/UCDUJoCS6hinlcgonvxyUMmw

Videorecensione

29 novembre
La tana del booklover

www.latanadiunabooklover.blogspot.it

Recensione

1 dicembre
A Clacca piace leggere

www.claccalegge.it
Intervista agli autori

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Gli anni che restano di Brian Freschi e Davide Aurilia

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…spiegavano com’è nato il verbo ricordare. Me lo sono segnato: viene dal latino re- indietro e -cor cuore. Richiamare nel cuore. Perché il cuore veniva considerato la casa dei ricordi.

cover_Gli_anni_che_restano_Freschi_Aurilia_BAO_2017 (1).jpgI ricordi possono tenerci bloccati e incollati al passato e allo stesso tempo essere utili per sbloccare il nostro cammino, la nostra vita. Richiamando nel cuore, si risvegliano le passioni, si accende la fiamma vitale, il pneuma.
Mauro, il protagonista de Gli anni che restano, graphic novel scritta da Brian Freschi e disegnata da Davide Aurilia, pubblicata dalla Bao Publishing, vive costantemente nel ricordo e questo lo rende prigioniero di un limbo, fatto di immagini, personaggi, frammenti della sua infanzia.
Mauro è cresciuto logorato dal rimpianto e dalle nostalgie, dopo la perdita degli anni felici e del suo tutto, il suo migliore amico Antonio.
Quando viene a mancare un pezzo così fondamentale della propria anima, un frammento di cuore va via, e Mauro si rende conto di non poter più provare quel modo di respirare assieme a lui che lo rendeva vivo, non lo ha più trovato.
Mauro è solo, seppur viva assieme ad Alba, una donna che ha bisogno costantemente di colmare il vuoto che Mauro lascia accanto a lei voltato verso il passato, senza guardare mai avanti.
Infatti è barricato nel loop dei suoi ricordi, stretto alle sue vecchie emozioni che non torneranno più.

Ciò che lo scuote dal suo torpore e dalla sua esistenza monotona è una lettera. Antonio è morto, non c’è più.
Questo riporta Mauro verso la vita, verso la ricerca di quei perché nascosti e non detti, in un viaggio che va da Milano a Bologna, per ricolmare quelle crepe aperte e mai chiuse nel suo passato.

GLI ANNI CHE RESTANO16.jpgGli anni che restano è una storia d’amicizia, un’amicizia che è una sorta di amore, sacro, indistruttibile, inarrestabile, nonostante il tempo e la morte. Amicizia che corre sulla linea del cambiamento della vita, dall’infanzia all’età adulta, accompagnando i due ragazzi nel loro crescere. Dalla Milano infantile, alla Bologna delle consapevolezze, Mauro e Antonio imparano a credere, a lottare, a vivere. Ognuno però in un modo differente dall’altro, verso lati opposti dell’esistenza.

Vediamo quindi la storia svilupparsi su due piani paralleli, tra ricordo e presente con Mauro alla ricerca di quell’amicizia sfumata dal tempo, alla ricerca di un senso che gli è sfuggito per comprendere Antonio e le sue scelte e scoprire alcune verità, ripercorrendo i suoi passi e ritrovando vecchi volti.

Gli anni che restano ci mostra l’importanza delle scelte e del loro valore. Ciò che Mauro ed Antonio sono diventati è dipeso esclusivamente dal loro decidere e dal loro essere, dalla loro volontà di rimanere fermi com’erano, uno rinchiuso in se stesso, l’altro nella sua immaginazione. E successivamente l’importanza del voler cambiare ed andare avanti, perché non si torna indietro, la vita viaggia solo in una direzione e rimanere nel passato è solo un modo per restare bloccati. E’ un contrastare il flusso vitale senza soluzione, si percorrono binari di sola andata, e non ci si ferma mai.

Ci vuole coraggio per innestare quel cambiamento, quel movimento di binario, verso uno più consono con ciò che si desidera, diverso da quello che si stava percorrendo. E questa storia ci insegna anche questo, la forza di andare avanti e di non mollare, di prendere in mano la propria vita. E capire che non è mai troppo tardi per dare una svolta, c’è sempre tempo. L’importante è non fossilizzarsi nel ricordo ma ricordare per vivere e non fermarsi.

GLI ANNI CHE RESTANO18Brian Freschi e Davide Aurilia ci regalano una storia intensa che va assolutamente assaporata, anche più volte, per comprendere il suo forte messaggio. I disegni poi minimal ma allo stesso tempo dettagliati creano un’atmosfera onirica, così vicina al personaggio. I colori, grazie agli acquerelli, ci appaiono delicati ma carichi di emozioni e sfaccettature incantando il lettore. La scrittura, diretta e decisa fa da perfetta cornice. Ci ritroviamo davanti ad un vero e proprio piccolo capolavoro di scrittura e disegno.

Gli anni che restano, quindi, è una lotta col passato, con la consapevolezza che il ricordo o può intrappolarti o può darti risposte e liberarti. E Mauro, da sempre chiuso nel suo mondo volto al passato e barricato nel silenzio, sceglie di iniziare ad imparare da quei ricordi a cui è così legato e da quelli intraprendere un viaggio allo scoperta di Antonio e delle sue scelte per arrivare ad una sua verità, una verità che porterà al cambiamento e alla decisione di cominciare ad esistere nuovamente, di tuffarsi nella vita.

Ilaria Amoruso


Brian Freschi, classe 1993, scrive racconti per la rivista online “L’inquiero” prima di diplomarsi in sceneggiatura presso l’Accademia Internazionale di Comics a Firenze. Dal 2015 collabora con il collettivo Manticora Autoproduzioni (Der Krampus, Le Piccole Morti, Maison LàLà, Nessuno ci farà entrare) e con diverse realtà del fumetto italiano. Gli anni che restano è il suo primo graphic novel.

Davide Aurilia (Desio, 1989) comincia a lavorare nel 2013 come disegnatore nel campo pubblicitario. All’inizio del 2015 fonda un collettivo di fumettisti e illustratori dal nome “Radice”, con il quale pubblica due antologie di racconti brevi a fumetti. Per Eli Edizioni illustra Black Beauty, mentre per B COMICS realizza un racconto breve a fumetti nell’antologia “SHHH!”. Nel 2017, per BAO Publishing, pubblica il suo primo graphic novel, Gli anni che restano con Brian Freschi ai testi.