Novità: Abissi di Paolo Cabutto

Copertina AbissiCari lettori, vi presentiamo Abissi di Paolo Cabutto edito dalla Talos Edizioni. Una raccolta di tredici racconti inediti, in bilico tra horror, thriller e noir.
Di seguito trovate tutte le informazioni su autore e sinossi.

SINOSSI

Un vicino di casa che ci conosce meglio di quanto immaginiamo, macabri incontri in un cinema di periferia, una stazione della metro che sembra sussurrare il nostro nome, una tragedia shakespeariana che diventa realtà, l’ultima giornata di lavoro di un killer professionista.
La paura prende il lettore per mano e lo conduce attraverso tredici stanze buie, in cui l’incomprensibile e il sovrannaturale intaccano la sicurezza della nostra quotidianità. Non resta quindi che chiudere gli occhi, trarre un respiro profondo e gettarsi negli abissi.

AUTORE

Paolo Cabutto nasce a Bra, in provincia di Cuneo, nel 1984. Lettore appassionato sin dalla più tenera età, è perdutamente innamorato di tutto ciò che è arte. Ha l’Inghilterra nel cuore e trascorrerebbe la vita viaggiando. Numerosi suoi racconti sono stati pubblicati in antologie, siti e riviste letterarie. Scrive di libri sul blog culturale “Blog con vista”.
“Abissi” è la sua prima raccolta di racconti.

SCHEDA LIBRO

Pagine: 185

Prezzo: 10.0 €

Dove acquistarlo:  su Amazon, Ibs e sui principali store online.

 

 

 

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Il narratore di verità di Tiziana D’Oppido

Lettori, ho avuto il piacere di collaborare con la casa editrice Liberaria che mi ha mandato questo frizzante libro Il narratore di verità di Tiziana D’Oppido. Devo dire che mi è piaciuto subito fin dall’inizio, poiché ha una trama molto accattivante e originale e un pizzico di mistero che nei libri non fa mai male.

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Il romanzo ha come protagoniste due famiglie rivali, i Blumenthal e i Pantone; i capofamiglia Gildo Blumenthal e Arsenio Pantone sono entrambi imprenditori, il primo ha uno stabilimento di quaglie, l’altro ha una fabbrica di fuochi pirotecnici. Sono entrambi così tanto ossessionati dalla loro rivalità e dal loro lavoro da trascurare famiglia e figli; infatti Lucio Blumenthal e Sara Pantone, avranno l’infanzia e l’adolescenza segnate dai terribili caratteri dei loro padri. I due giovani hanno un grandissimo desiderio di viaggiare, ma mentre Lucio ci riesce anche grazie al suo lavoro, il narratore di verità, Sara resterà ancorata al suo paese e riuscirà ad aprire lì una piccola attività.

È proprio a causa del suo lavoro, essendo l’unico al mondo a fare il narratore di verità, che Lucio si ritrova di nuovo nel suo paese d’origine e a chiamarlo è proprio suo padre, con il quale non parlava da anni! La sua vita quindi si intreccerà con quella di Sara e di suo padre, che hanno a che fare molto da vicino con ciò che Lucio deve scoprire. Da questo momento in poi i misteri cominceranno ad infittirsi fino ai colpi di scena finali che ovviamente non vi svelerò, perché preferisco che li leggiate voi.

Lo stile dell’autrice mi è piaciuto molto e mi ha fatto appassionare alle vicende del libro fin dalle prime pagine. Il modo di raccontare ironico e ricco di spunti di riflessione ha reso il libro molto godibile. La verità è la protagonista di questo romanzo, quanto sia importante essere sempre sinceri gli uni con gli altri e quanto risulti difficile costruire solidi rapporti di fiducia quando un matrimonio o un rapporto tra genitori e figli è basato su una menzogna. I personaggi negativi di questo libro sono dei bugiardi patologici, ma mentre per uno alla fine del libro c’è la redenzione, per l’altro non c’è via di scampo per la gioia di noi lettori!

Mi è piaciuta davvero tanto la caratterizzazione dei personaggi in particolare quella di Lucio e Sara che ho amato fin dalle prime pagine. È molto facile immedesimarsi nei loro sogni e nelle loro difficoltà, nella spasmodica voglia di viaggiare e di conoscere il mondo abbandonando un paesino che ad un certo punto della vita comincia a starci stretto, ma anche nella paura di abbandonarlo e di andare via lontano e lasciare tutti gli affetti per inseguire i propri sogni.

Una scena molto bella è stata quella delle donnemamme, le ex fidanzate del signor Pantone che hanno cresciuto Sara al posto della mamma che è morta subito dopo la sua nascita, che hanno regalato a Sara un puzzle di 3000 pezzi per spingerla ad avere un obiettivo nella vita. Il puzzle accompagnerà Sara per tutto il romanzo e rappresenta, secondo la mia interpretazione, il senso di incompletezza che tutti sentiamo e che non sappiamo se ci abbandonerà mai. Riuscirà Sara a terminare il puzzle? Lo saprete solo leggendo il romanzo che consiglio davvero a tutti. Buona lettura.

Mariavittoria Molitierno

Berlino 2.0 di Alberto Madrigal e Mathilde Ramadier

“Berlino è povera ma sexy”

Con questa frase, che riassume perfettamente lo spirito del graphic, si apre il nuovo lavoro di Alberto Madrigal e Mathilde Ramadier Berlino 2.0 edito Bao Publishing.

Terzo volume di una trilogia che comprende Un lavoro vero e Va tutto bene, pubblicati rispettivamente nel 2013 e nel 2015, Madrigal prosegue la sua opera narrativa sulla stessa scia dei primi graphic.

Il tema trattato continua ad essere quello della disillusione di una generazione, dei problemi economici e personali che i giovani di oggi si trovano a dover fronteggiare quando si rendono conto che i loro desideri, quelli per cui tanto hanno studiato e per i quali hanno sacrificato tutto, faticano a realizzarsi. In un mondo che sembra troppo in crisi e chiuso su vecchi modelli di sviluppo per dare speranza, le difficoltà degli under trenta continuano ad essere al centro della storia.

Se i due lavori precedenti vedevano prima lo svolgersi delle vicende di un giovane disegnatore di belle speranze, spagnolo, in cerca del lavoro perfetto nella grigia Germania (che tanto ha di autobiografico) e poi il frantumarsi dei progetti imprenditoriali di una giovane ragazza squattrinata, la vita raccontata questa volta è quella di Margot.

La ragazza protagonista della nostra storia è una ventitreenne francese laureata in filosofia, che decide di abbandonare la sua patria con un sogno nella valigia: quello di potersi realizzare in una città culturalmente frizzante e viva, piena di possibilità, di giovani e di cultura, come Berlino.

L’arrivo è dei più ottimistici; trasferitasi in casa di un amico libraio, appartamento di epoca prussiana che la faceva quasi sentire in un castello, alimentando l’illusione di aver raggiunto il luogo ideale dove potersi esprimere a pieno, Margot capisce ben presto che il paese dei balocchi non esiste.

Sì, la Berlino anticonformista, libera, priva di pregiudizi e freni esiste, c’è e questa sua vena moderna è percepibile anche nei disegni di Madrigal, dalle linee così sottili e minimaliste, dai colori tenui che rivelano la voglia di un ordine e di una precisione che esiste solo sulla carta ed è in netta contrapposizione al caotico mondo raccontato sulle tavole.

Ma ciò non basta.

Margot capirà, a sue spese, che la capitale della nuova Germania, quella che da tutti i paesi europei è guardata con ammirazione perché fresca e ricettacolo di talenti, dall’economia ridente e in pieno sviluppo, è come un grande caleidoscopio; colorata, vivace, divertente, ma illusoria.

Quando torni a guardarla con gli occhi giusti, con la freddezza di chi sta combattendo per costruirsi un futuro, una carriera, un domani, comprendi che le garanzie non esistono, i lavori veri e con tutela sono solo un miraggio.

All’apparenza è facile far credere ai più, con la giusta pubblicità, la giusta immagine e gli slogan studiati, che il modello di vita proposto sia il migliore di quelli possibili.

Le promesse fanno leva e spesso i più ingenui o motivati ci cascano, venendo a patti con la propria voglia di successo e accontentandosi del lavoro che capita.

Ma se sei giovane e non ti accontenti dei minijobs, quelli sottopagati ( se hai la fortuna di essere pagato), privi di garanzie, di sicurezza, quelli per intenderci, che non ti permettono a cuor leggero di pensare alla possibilità di costruirti una famiglia, la vita non è per nulla semplice.

Inizierai ad odiare la tua scelta, penserai di tornare nel paese dal quale sei partito, perché tanto un futuro migliore non è possibile, inutile provarci.

Oppure, come Margot, ti ritroverai ad amare la città dei finti balocchi e ad accettarne i difetti.

Perché a Berlino ci si affeziona.

Lì si mettono radici.

La si ama.

Nonostante tutto.

“È il tuo bilancio da straniera?”

“Il bello è che non mi sento una straniera.”

Nicole Zoi Gatto


Alberto Madrigal, nato in Spagna e residente a Berlino dal 2007, dopo alcune storie brevi e lavori da illustratore freelance, fa il suo esordio nel mondo del fumetto con la sua prima opera lunga nel 2013, quando pubblica Un lavoro vero (BAO Publishing), di cui è autore completo. Nel 2015 esce Va tutto bene, in cui ritrova i temi dello smarrimento e i sogni di una generazione che lotta per affermare la propria identità. Nello stesso anno realizza le illustrazioni de L’albero delle storie, romanzo per ragazzi scritto da Gabriele Clima e pubblicato nella collana “Il battello a vapore” (Edizioni Piemme). La sua ultima opera è Berlino 2.0, scritto da Mathilde Ramadier e pubblicato da BAO Publishing nel 2017.

Mathilde Ramadier, classe 1987, è autrice, saggista e sceneggiatrice. Dopo aver studiato graphic design si dedica agli studi di Estetica e Psicoanalisi all’Università di Parigi. Nel 2011 ottiene un master in Filosofia contemporanea all’ENS, con una tesi su Sartre. Nello stesso anno, attirata dalla capitale tedesca, si trasferisce a Berlino. Dopo diverse traduzioni dall’inglese e dal tedesco, nel 2013 pubblica il suo primo graphic novel per la Casa editrice francese Dargaud, Rêves Syncopés, per i disegni di Laurent Bonneau. Nel 2016, per la Casa editrice francese Futuropolis scrive Berlino 2.0., disegnato da Alberto Madrigal ed edito nel 2017 in Italia da BAO Publishing.

Berlino 2.0” Book Blog & Vlog Tour

5 tappe, dal 22 novembre al 1 dicembre 2017!

Un modo per conoscere meglio il nuovo libro disegnato da Alberto Madrigal su testi di Mathilde Ramadier, Berlino 2.0, edito da BAO Publishing, attraverso una serie di recensioni, video-recensioni e interviste che vi sveleranno, secondo diversi punti di vista, i lati più interessanti di questo graphic novel!

Per il giveaway, saranno estratti 3 vincitori o vincitrici tra i partecipanti.
Ognuno/a di loro vincerà:
– 1 copia di “Berlino 2.0”
– 1 disegno realizzato da Alberto Madrigal

Per partecipare e poter vincere bisogna:

– Mettere mi piace alla pagina Facebook BAO Publishing
– Diventare lettori fissi/seguire i blog/vlog partecipanti
– Commentare tutte le tappe del blog tour
– Compilare il form con i dati (per il givaway)
– Condividere il blogtour sui social

C’è tempo per partecipare al giveaway fino al 4 dicembre 2017.

 

Ecco di seguito il link per registrarsi e partecipare al giveaway: https://www.rafflecopter.com/rafl/display/8e45a55b1/

“Berlino 2.0”
Mathilde Ramadier e Alberto Madrigal

Book Blog & Vlog tour
22 novembre – 1 dicembre 2017

22 novembre
Fangirl in love with books

www.youtube.com/channel/UCIPdu_wAzER7uI-ErtJULTg

Videorecensione e annuncio giveaway

24 novembre
I bookanieri

www.ibookanieri.wordpress.com
Recensione

27 novembre
Oh ma che ansia

www.youtube.com/channel/UCDUJoCS6hinlcgonvxyUMmw

Videorecensione

29 novembre
La tana del booklover

www.latanadiunabooklover.blogspot.it

Recensione

1 dicembre
A Clacca piace leggere

www.claccalegge.it
Intervista agli autori

Novità: L’abbandonatrice di Stefano Bonazzi

«“Qualcosa” mi basterebbe, sarebbe già un inizio. Qualcosa fa meno paura e, soprattutto, qualcosa è l’opposto di niente…»

abbandonatriceCari lettori, vorremmo segnalarvi una nuova uscita. Si tratta del nuovo libro di Stefano Bonazzi, già autore per Newton Compton, “L’abbandonatrice”, edito dalla Fernandel. 
Qui di seguito potete trovare la sinossi e alcune notizie sull’autore.

SINOSSI

Durante l’inaugurazione della sua prima mostra fotografica, Davide riceve una chiamata: Sofia, l’amica di cui aveva perso le tracce anni prima, si è tolta la vita.
Al funerale, Davide conoscerà Diamante, figlio di Sofia. Un sedicenne scontroso e instabile che insieme al dolore si porta appresso un fardello di domande: che relazione c’era tra Davide e Sofia? Perché sua madre è scappata dall’Italia troncando ogni rapporto con amici e famigliari? Perché il suicidio?
Tornato a Bologna insieme a Diamante, Davide si ritroverà a vivere una complicata convivenza a tre che coinvolge anche Oscar, il suo compagno, e grazie alla quale riemergerà la storia di Sofia, colei che lascia per paura di essere lasciata: una storia di abbandoni e di fughe, di silenzi e di madri dai comportamenti irrazionali e inspiegabili.

AUTORE

Stefano Bonazzi è nato a Ferrara nel 1983. Di professione webmaster e grafico pubblicitario, realizza composizioni e fotografie ispirate al mondo dell’arte surrealista. Le sue opere sono state esposte, oltre che in Italia, a Londra, Miami, Seul, Monaco.
Nel 2014 ha pubblicato per l’editore Newton Compton il suo primo romanzo, A bocca chiusa.

 

SCHEDA LIBRO

Pagine: 208

Prezzo: 15 € (disponibile anche in ebook). Link all’acquisto.

Leggi anteprima: qui

 

 

Addicted, Serie TV e Dipendenze

Sono una figlia della televisione a tutti gli effetti. La mia infanzia è scandita da ricordi che vanno dai cartoni animati che guardavo prima di fare i compiti, alle serie (Willy il Principe di Bel Air su tutte) che mi accompagnavano nelle mattine senza scuola o nei pomeriggi di allegra pigrizia.

Quando ho avuto la fortuna di imbattermi in questo libro, già dal titolo ho capito facesse al caso mio, sia per la tematica trattata sia per il quando è arrivato nelle mie mani ( piena maratona Stranger Things).

Addicted, Serie TV e dipendenze edito LiberAria, è una raccolta di cinque saggi scritti da altrettanti autori, sulla dipendenza e sulle ripercussioni che essa ha su tutti noi, ossessionati dalle storie che assorbiamo e consumiamo in pochissimo tempo; per gente con il mio (nostro) stesso problema, il binge watching potrebbe diventare a tutti gli effetti uno sport olimpico.

Questo libro indaga i vari livelli di dipendenza, i motivi per i quali una certa serie diventi una droga, il perché dai film spesso si decida di trarre serie TV (ultimo in termini di tempo, l’annuncio da parte di Amazon di produrre una serie basata sulla tanto amata trilogia del Signore degli Anelli), come ogni elemento all’interno della narrazione sia fondamentale ai fini della storia stessa, dalla musica alle inquadrature, come la costruzione minuziosa di un protagonista seriale sia necessaria ad alimentare la dipendenza dello spettatore, reboot, spin-off, revival e altro.

Andando con ordine ecco di cosa si parla in ogni saggio.

Le altre vite del cinema di Leonardo Gregorio.

Parte da tre serie Ash VS Evil Dead, Minority Report e Fargo che nascono da altrettanti film di autori celebri Raimi, Spielberg e i fratelli Coen e va avanti analizzando il perché questi tre esperimenti abbiamo avuto o meno il successo della loro versione cinematografica e quanto dell’universo narrativo del film è stato sfruttato e ampliato, capendo in questo modo, il perché un tentativo del genere possa o meno funzionare.

Il ritmo delle storie di Michele Casella.

“In un’epoca in cui la trasmissione dei dati è permanente e permeante, la diffusione mediatica ha portato con sé un costante rumore di fondo a cui sembra impossibile sfuggire.”

Così inizia il secondo saggio che riferendosi a serie estremamente iconiche come Stranger Things, Twin Peaks e Gomorra, indaga lo stretto legame che intercorre fra la scelta della colonna sonora di una serie e il successo che ne deriva.

Lo studio di questa connessione è estremamente interessante perché molto spesso, proprio come accade ad un libro bello in copertina ma deludente nei contenuti, i creatori di una serie devono essere attenti a non creare false aspettative con la scelta di sonorità che richiamano una precisa atmosfera. La scelta musicale esprime coerenza e fornisce il più delle volte lo strumento necessario al successo mediatico di un certo prodotto, facendo leva su riferimenti pop ricercati e mirati.

La trama e il personaggio di Marika Di Maro.

Qui viene posto l’accento sull’importanza che riveste la scelta di un protagonista dalla personalità non banale, tondo, affascinante per tratti particolari del suo carattere e che proprio per la sua non banalità, riesce ad attrarre l’attenzione dello spettatore che non riuscirà più a fare a meno di seguire l’evolversi della sua storia.

Le due serie prese in esame sono Pretty Little Liars e LA serie, ovvero The Big Bang Theory. Inutile sciorinarvi la mia passione sconfinata per il dottor Sheldon Cooper, ma anche chi non segue le vicende degli scienziati di Pasadena, potrà concordare con me sulla straordinaria abilità recitativa di Jim Parson che è stato in grado di far affezionare milioni di spettatori alle vicende di un gruppo nerd, costituito da scienziati inabili a rapportarsi con le donne, io direi il mondo al di fuori della scienza e dei fumetti in generale, che nel corso delle stagioni subiscono una vera e propria metamorfosi, crescendo e maturando.

Sheldon Cooper-The Big Bang Theory

Love addicted di Jacopo Cirillo.

Vengono spiegati i cinque gradi di dipendenza affettiva nelle serie TV.

Dipendenza distruttiva: The Affair;

Dipendenza spezzata: Fleabag;

Dipendenza funzionale: Ray Donovan;

Dipendenza elastica: Love;

Dipendenza terapeutica: You’re the Worst.

Vanno, in ordine, da una dipendenza negativa ad una positiva. Ovviamente nella vita vera la dipendenza è sempre negativa, ma qui il tema è un altro; citando il testo “di quanto e come la dipendenza affettiva serva alle cinque storie in analisi per funzionare bene.”

The end di Carlotta Susca.

In quest’ultima parte si ragiona sulle serie e sui loro finali. Su quelli deludenti, quelli mai arrivati e sulle reazioni del fandom e di come abbiano, in alcuni casi, fatto la differenza costringendo gli autori a proporre finali alternativi.

Quelle citate sono Sense8, Better Call Saul, la mia preferita in assoluto Gilmore Girls, Twin Peaks e ovviamente How I Met Your Mother.

Anche se la decisione di trattare un tema tanto leggero come possono essere le serie TV, che noi tutti guardiamo principalmente per distrarci, con la serietà e la precisione tipica della forma saggio, consiglio agli appassionati di leggerlo e, in alcuni punti, di studiarlo con attenzione. Capire come si insinua in noi la voglia di non staccarci da un preciso format, da una storia, da un universo fittizio e di come ci leghiamo emotivamente a personaggi che prendono vita sul piccolo schermo è stato decisamente rivelatore per me.

“La dipendenza, per definizione, non finisce. Quando finisce, smette di essere tale.”

Nicole Zoi Gatto

Flower-ed: cosa accadrà a novembre?

Per il mese di novembre la casa editrice Flower-ed ha in serbo per noi lettori tantissime novità:

  1. Nuova linea di Diari Letterari: la bellezza delle pagine, curate in ogni dettaglio, trasforma i diari in rifugi privati in cui tenere traccia delle proprie letture e in cui custodire segreti e riflessioni. Il diario di Jane Eyre offre ai lettori le frasi più belle del meraviglioso romanzo di Charlotte Brontë, uscito nel 1847 e di cui celebriamo quest’anno i 170 anni dalla pubblicazione. Pagine ben curate e piacevoli da sfogliare lasciano ripercorre i momenti salienti della celebre storia di Jane Eyre attraverso le citazioni più suggestive e appassionanti che racchiudono l’essenza di questo capolavoro della letteratura inglese. Pagine da leggere e pagine da riempire con appunti e riflessioni, per custodire come in uno scrigno prezioso pensieri e segreti, recuperando la bellezza della scrittura a mano.
    Disponibile su Lulu e Amazon.Diari letterari
  2. Diamo il benvenuto in flower-ed alla poetessa Alessandra Carnovale! I suoi versi vitali rimandano alla prospettiva di una vita normale, sempre disattesa dal dialogo impossibile, dalla speranza inutile, dalle distanze. Come vento sul monte è la sua prima pubblicazione e rappresenta non solo il premio di Parole magiche di cui è risultata vincitrice, ma anche il coronamento di una vita dedicata all’arte e alla poesia.
    Disponibile in ebook e cartaceo dal 9 novembre.Risultati immagini per come vento sul monte alessandra carnovale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

3. Per gli eventi legati alle Passeggiate letterarie, a cui sto avendo il piacere di partecipare, proseguono gli appuntamenti dal vivo: in questa terza passeggiata letteraria, che si svolgerà sabato 18 novembre, i protagonisti saranno Elizabeth von Arnim e il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali. La nostra Carmela Giustiniani, autrice del saggio Chiamatemi Elizabeth. Vita e opere di Elizabeth von Arnim, ci introdurrà al legame che si strinse fra la scrittrice e questo luogo dedicato alla musica. Il costo è di 5 euro per il biglietto d’ingresso, mentre nulla è dovuto alla casa editrice.Museo Nazionale degli strumenti musicali

4. Carmela Giustiniani, che i nostri lettori conoscono già come biografa italiana di Elizabeth von Arnim ha preparato una nuova meravigliosa biografia, questa volta dedicata alla scrittrice britannica Frances Hodgson Burnett, nota in particolare per aver scritto Il giardino segreto, La piccola principessa e Il piccolo Lord. Ripercorrendo le fasi della sua vita, esploreremo il giardino interiore, fatto di luci e di ombre, di fiori lussureggianti e di erbacce, di questa scrittrice complessa, animata da alti ideali e che desiderava che la vita fosse una fiaba.
DisponibFlower-edile in ebook e cartaceo dal 20 novembre.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Irene Cambriglia

Gli anni che restano di Brian Freschi e Davide Aurilia

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…spiegavano com’è nato il verbo ricordare. Me lo sono segnato: viene dal latino re- indietro e -cor cuore. Richiamare nel cuore. Perché il cuore veniva considerato la casa dei ricordi.

cover_Gli_anni_che_restano_Freschi_Aurilia_BAO_2017 (1).jpgI ricordi possono tenerci bloccati e incollati al passato e allo stesso tempo essere utili per sbloccare il nostro cammino, la nostra vita. Richiamando nel cuore, si risvegliano le passioni, si accende la fiamma vitale, il pneuma.
Mauro, il protagonista de Gli anni che restano, graphic novel scritta da Brian Freschi e disegnata da Davide Aurilia, pubblicata dalla Bao Publishing, vive costantemente nel ricordo e questo lo rende prigioniero di un limbo, fatto di immagini, personaggi, frammenti della sua infanzia.
Mauro è cresciuto logorato dal rimpianto e dalle nostalgie, dopo la perdita degli anni felici e del suo tutto, il suo migliore amico Antonio.
Quando viene a mancare un pezzo così fondamentale della propria anima, un frammento di cuore va via, e Mauro si rende conto di non poter più provare quel modo di respirare assieme a lui che lo rendeva vivo, non lo ha più trovato.
Mauro è solo, seppur viva assieme ad Alba, una donna che ha bisogno costantemente di colmare il vuoto che Mauro lascia accanto a lei voltato verso il passato, senza guardare mai avanti.
Infatti è barricato nel loop dei suoi ricordi, stretto alle sue vecchie emozioni che non torneranno più.

Ciò che lo scuote dal suo torpore e dalla sua esistenza monotona è una lettera. Antonio è morto, non c’è più.
Questo riporta Mauro verso la vita, verso la ricerca di quei perché nascosti e non detti, in un viaggio che va da Milano a Bologna, per ricolmare quelle crepe aperte e mai chiuse nel suo passato.

GLI ANNI CHE RESTANO16.jpgGli anni che restano è una storia d’amicizia, un’amicizia che è una sorta di amore, sacro, indistruttibile, inarrestabile, nonostante il tempo e la morte. Amicizia che corre sulla linea del cambiamento della vita, dall’infanzia all’età adulta, accompagnando i due ragazzi nel loro crescere. Dalla Milano infantile, alla Bologna delle consapevolezze, Mauro e Antonio imparano a credere, a lottare, a vivere. Ognuno però in un modo differente dall’altro, verso lati opposti dell’esistenza.

Vediamo quindi la storia svilupparsi su due piani paralleli, tra ricordo e presente con Mauro alla ricerca di quell’amicizia sfumata dal tempo, alla ricerca di un senso che gli è sfuggito per comprendere Antonio e le sue scelte e scoprire alcune verità, ripercorrendo i suoi passi e ritrovando vecchi volti.

Gli anni che restano ci mostra l’importanza delle scelte e del loro valore. Ciò che Mauro ed Antonio sono diventati è dipeso esclusivamente dal loro decidere e dal loro essere, dalla loro volontà di rimanere fermi com’erano, uno rinchiuso in se stesso, l’altro nella sua immaginazione. E successivamente l’importanza del voler cambiare ed andare avanti, perché non si torna indietro, la vita viaggia solo in una direzione e rimanere nel passato è solo un modo per restare bloccati. E’ un contrastare il flusso vitale senza soluzione, si percorrono binari di sola andata, e non ci si ferma mai.

Ci vuole coraggio per innestare quel cambiamento, quel movimento di binario, verso uno più consono con ciò che si desidera, diverso da quello che si stava percorrendo. E questa storia ci insegna anche questo, la forza di andare avanti e di non mollare, di prendere in mano la propria vita. E capire che non è mai troppo tardi per dare una svolta, c’è sempre tempo. L’importante è non fossilizzarsi nel ricordo ma ricordare per vivere e non fermarsi.

GLI ANNI CHE RESTANO18Brian Freschi e Davide Aurilia ci regalano una storia intensa che va assolutamente assaporata, anche più volte, per comprendere il suo forte messaggio. I disegni poi minimal ma allo stesso tempo dettagliati creano un’atmosfera onirica, così vicina al personaggio. I colori, grazie agli acquerelli, ci appaiono delicati ma carichi di emozioni e sfaccettature incantando il lettore. La scrittura, diretta e decisa fa da perfetta cornice. Ci ritroviamo davanti ad un vero e proprio piccolo capolavoro di scrittura e disegno.

Gli anni che restano, quindi, è una lotta col passato, con la consapevolezza che il ricordo o può intrappolarti o può darti risposte e liberarti. E Mauro, da sempre chiuso nel suo mondo volto al passato e barricato nel silenzio, sceglie di iniziare ad imparare da quei ricordi a cui è così legato e da quelli intraprendere un viaggio allo scoperta di Antonio e delle sue scelte per arrivare ad una sua verità, una verità che porterà al cambiamento e alla decisione di cominciare ad esistere nuovamente, di tuffarsi nella vita.

Ilaria Amoruso


Brian Freschi, classe 1993, scrive racconti per la rivista online “L’inquiero” prima di diplomarsi in sceneggiatura presso l’Accademia Internazionale di Comics a Firenze. Dal 2015 collabora con il collettivo Manticora Autoproduzioni (Der Krampus, Le Piccole Morti, Maison LàLà, Nessuno ci farà entrare) e con diverse realtà del fumetto italiano. Gli anni che restano è il suo primo graphic novel.

Davide Aurilia (Desio, 1989) comincia a lavorare nel 2013 come disegnatore nel campo pubblicitario. All’inizio del 2015 fonda un collettivo di fumettisti e illustratori dal nome “Radice”, con il quale pubblica due antologie di racconti brevi a fumetti. Per Eli Edizioni illustra Black Beauty, mentre per B COMICS realizza un racconto breve a fumetti nell’antologia “SHHH!”. Nel 2017, per BAO Publishing, pubblica il suo primo graphic novel, Gli anni che restano con Brian Freschi ai testi.