Strategia dell’addio di Elena Mearini

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Nell’eterno ritorno della vita, l’amore sboccia e appassisce. Ci dona felicità e dolore. Elena Mearini ne “La strategia dell’addio” , edito da Liberaria editrice, ci racconta con estrema precisione una parabola. La parabola dell’amore.

Io voglio essere
nelle pagine sparse,
nel sottosopra dei fogli,
in capovolta storia io voglio
vivere senz’ordine di tempo
[…] io voglio impazzire d’amore
smarrirmi in trama che vortica
al giro di due occhi
stracciarmi divorata dalla sguardo […]

Dalla solitudine, sino all’incontro, la forza dell’amore e della ricerca dell’animo dell’altro, del sesso, del contatto e dell’attrazione. Sino ad arrivare alle incomprensioni, al dolore che esplode ed implode, l’abbandono, la forza di scrollarsi di dosso la presenza della mancanza.

Strategia dell’addio non è un classico libro di poesia, è un racconto veritiero, carico di cuore ed emozione, direttamente dalla mano dell’autrice. E’ un percorso giorno dopo giorno, passo dopo passo, che scandisce le tappe della vita.

Dove sono i miei angoli
e i miei spigoli,
dove le punte che respingevano
gli assalti,
le scortesi ossa dagli affilati denti,
dove la geometria rigida
che teneva lontani i sentimenti.
Ho smarrito tutte le cime aguzze,
sono rotonda
indifesa e collinare
adesso,
in me la notte scende, il giorno sale
le cose oscillano
e non c’è scontro
oscillano
e non c’è male.

La forza della scrittura della Mearini è prorompente, incessante, incalzante nell’esprimere con lucido realismo, senza troppi fronzoli, le condizioni dell’animo umano sotto il giogo dell’amore. Un giogo che è di tutti, in cui ognuno di noi può riconoscersi e rivivere, ripercorrere le tappe dell’innamoramento, le tappe della mancanza.

Non c’è più la linea
che da me portava a te,
e da te tornava a me.
Lei è caduta per assenza di campo,
e noi ci siamo interrotti
per mancanza di senso.

Strategia dell’addio, arricchito dai disegni minimali ma carichi di profondità di Clara Patella, è una rappresentazione. La prova che in ognuno di noi c’è solitudine e sempre ci sarà, prova che un po’ di calore potrà scaldarla e trasformarla, prova che non tutto è idilliaco e la realtà spesso inghiottisce anche il bello, prova che dopo esserci piegati, possiamo sempre tornare a immaginare “quale sarà il volto della (nostra) nuova madre”.

Ci sono amori che cadono
e poi restano addosso,
come capelli sul maglione.
Devi staccarli con le dita,
la mattina quando ti pettini.
Perché loro da soli
non se ne vanno via.

Le parole di Elena Mearini sono pura energia, sono lotta all’amore, al dolore: combattimento. Una porta sulla verità nella quale è impossibile non riconoscersi.

Ilaria Amoruso

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