Amici per paura

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“Amici per paura” di Ferruccio Parazzoli è un romanzo che vede come protagonista Francesco, un bambino di nove anni, figlio di una famiglia appartenente alla piccola borghesia di Roma. A Francesco piace giocare, in particolare, a fare la guerra, in un periodo dove la guerra c’è e spaventa, con il suo amico Domenico, vicino di casa, con il quale gioca con soldatini di carta, soldatini inglesi, tedeschi. Soldatini italiani.

Francesco non aveva paura dei bombardamenti, gli sembrava impossibile che le bombe cadessero proprio lì dove era lui, sicuramente ci sarebbero stati i morti, ma era chiaro che lui, di tutto questo, era e sarebbe stato solo uno spettatore.

Secondo Francesco i bambini non muoiono e lui si sente come uno spettatore immortale, divertito dalla guerra anziché esserne spaventato come invece lo erano sua madre e sua sorella Cristina.
“Da grande, voglio fare il Fante” risponde Francesco tra i banchi di scuola. Guarda con ammirazione i soldati, considerandoli degli eroi.

La monotonia si rompe a seguito di un bombardamento violento a Verano, San Lorenzo, che costringe la famiglia di Francesco a spezzarsi, a separarsi da Roma e trasferirsi a Macerata, sfollati in una canonica di preti.
Ora Francesco vuol diventare prete. E di nuovo, a seguito dell’omicidio di Don Emilio, il prete partigiano che li aveva ospitati, si ritrovano costretti a scappare, diretti nuovamente a Roma, una Roma però distrutta dai razionamenti.

La città è allo stremo, soprattutto per la mancanza di alimenti più necessari alla vita quotidiana, manca il pane, lo zucchero, il latte, la farina, il sale, si moltiplicano gli assali ai forni, per non più riaprirli.

Francesco non dice nulla in casa ma vede come anche il gas non arriva quasi più e, delle sere, perfino la luce elettrica.
Tra le strade di Roma ritrova l’amico Domenico. È cambiato: non è più il bambino spensierato con cui giocare alla guerra. Domenico è capo della Compagnia “dei giacimenti”, una banda di ragazzini il cui scopo è quello di trovare, tra le macerie, oggetti di valore, libri e legna da poter rivendere.

Il fascino dell’avventura tra quei muri crollati e pericolanti, scoprire i segni delle vite distrutte e nascoste sotto mucchi di calcinacci, lo ha conquistato.

È grazie a quest’attività che incontra il signor Anselmo, un anziano mercante di libri, il quale lo indirizza verso la letteratura. E per questo Francesco capisce che, una volta che sarà tornato a scuola, vuole diventare uno scrittore.

Sul marciapiede della via Appia Nuova, davanti alla casa in cui era nato, Francesco guardava sfilare la 5° Armata americana. Dalle jeep, dai trasporti scoperti, dalle torrette dei Patton, i soldati vittoriosi lanciavano, sulla folla dei romani plaudenti, sigarette e albicocche secche.

A questo punto il mio consiglio è quello di iniziare la lettura solo se si è amanti d questo periodo storico. A me personalmente non ha impressionato molto. L’idea di dare voce alle impressioni di un bambino è buona e per me nuova, per questo trovo il libro molto interessante ma, d’altra parte, deludente perché alcuni passaggi erano un po’ lenti. Tuttavia ammetto di esser rimasta con il fiato sospeso, perlopiù preoccupata dalla sorte della famiglia di Francesco.

Linda Peotta

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