“Le cento vite di Nemesio” di Marco Rossari

Le cento vite di Nemesio è l’ultimo romanzo di Marco Rossari, edito da E/O e candidato al Premio Strega 2017.

Un libro imponente, solo a guardarlo. 512 pagine fitte, ma che vi assicuro non devono spaventarvi.

Le cento vite di Nemesio

Siamo a Milano, è il 1999. Nemesio è il protagonista, è un ragazzo che conduce una vita piuttosto anonima, che è con grandissima probabilità la conseguenza della scelta di fare da contrappeso ad una vita magistrale come quella di suo padre, Nemesio il Vecchio, pittore di una certa fama nell’ambiente. Nemesio figlio, che addirittura rinnega il suo stesso nome presentandosi al lettore e agli altri come Nemo (che vuol dire Nessuno), fa il guardiano in un museo, e precisamente nella sala dedicata ai lavori dei cosiddetti Vuotisti: fatto esplicativo di una vita povera di emozioni e accadimenti.

Nemo non frequenta più suo padre da anni, e nutre nei suoi confronti un sentimento di antipatia e disprezzo, attribuendogli una totale mancanza di affetto genitoriale. Ma qualcosa è destinato a cambiare.

In occasione della serata dedicata alla retrospettiva delle opere artistiche di Nemesio Viti giunto ormai ai cento anni, quest’ultimo è colto da un malore e ricoverato in stato comatoso in ospedale. Questo rimette in discussione l’intero sistema di convinzioni di Nemo, e rappresenta un nuovo inizio per lui e per la storia.

Comincia così un racconto notturno, che si consuma fra le lenzuola del letto di Nemo, nella sua testa, e che comincia nel lontano 1899, quando Nemesio vide la luce per la prima volta. Nei suoi sogni, Nemo diventa suo padre e rivive la sua intera esistenza, un’esistenza eccezionale a quanto pare. Un’infanzia scandita dai seni prosperosi delle balie e le lezioni anticonvenzionali di zio Minervino, l’adolescenza e le prime ispirazioni artistiche, gli studi e i trasferimenti, i primi quadri; e poi la Germania e la sua baraonda orgiastica, Parigi e il circolo degli artisti, le due guerre mondiali.

Tantissimi sono i riferimenti culturali e storici cui Rossari ricorre per arricchire una storia dai toni canzonatori, in cui i protagonisti si divertono a fare la storia, non trascurando l’importanza degli eventi che hanno cambiato intere generazioni. Ma lo scrittore non si erge a grande portavoce della bella Italia, piuttosto si serve degli eventi per disegnare un mondo in cui anche il singolo uomo – Nemesio, Novecento – può cambiare le cose.

Il romanzo è stravagante, fa sorridere, istruisce con leggerezza. Non risulta appesantito neanche quando è la volta delle storie sulla Resistenza. Il lettore legge di Hemingway, di Picasso, e ogni volta non sa mai se credere a quanto accade o se è tutto frutto dell’immaginazione di Nemo. Nemo stesso si interroga su cosa gli stia accadendo. Ogni notte è uno spaccato della vita di suo padre, ogni mattina al suo risveglio è sempre più incredulo e confuso.

Insomma, è proprio il caso di dire che Marco Rossari mi ha stregato e non posso non consigliarvi questo libro.

Recensione di Giovanna Nappi

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