“Gin tonic ad occhi chiusi” di Marco Ferrante

 

Il libro racconta la storia di Elsa Misiano e della sua famiglia, composta dal marito Edoardo e dai tre figli Gianni, Paolo e Ranieri che lei si diverte a mettere da sempre l’uno contro l’altro. Tra i personaggi principali sono incluse anche le rispettive moglie dei figli e altri esponenti dell’alta e ricca borghesia romana quali Anna Rangone con la mamma Isabella, Nora Nori e il marito e Laura, l’amica perfida e pettegola di Anna. Tutto il libro ruota attorno alla vita dei tre fratelli, fatta di scandali politici, adulteri, divorzi, riconciliazioni e gravidanze inaspettate. Ritroviamo Paolo alle prese con collane costose e un esercito di figli a cui non sa badare, Gianni che farà una scelta drastica ma alla fine si ritroverà solo e Ranieri, il cocco di mamma, a cui alla fine va sempre tutto per il verso giusto. La società che viene descritta è quella della Roma benestante e ricca e risulta essere alquanto frivola e vuota e in questo l’autore ci ha pienamente preso. Lo stile ironico è risultato abbastanza piacevole.

Tuttavia la storia pur essendo scorrevole è parecchio noiosa, così come lo sono le parti aggiuntive e facoltative del testo, in molti punti il racconto sembra non avere senso e in generale i personaggi sono caratterizzati in maniera negativa e si comportano in un modo alquanto banale e scontato. Sembra quasi di essere in un soap opera con piccoli scoop e scandali che però non coinvolgono per niente.

In conclusione non pensiamo che il libro debba andare nella cinquina del Premio Strega

Irene e Federica

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