“Il senso della lotta” di Nicola Ravera Rafele

Il libro racconta la storia di Tommaso, che durante la sua solita corsa mattutina, viene colto da un attacco di panico. Quando va dal dottor Pinto per fare degli accertamenti, scopre che quest’ultimo ha conosciuto i genitori a Parigi e questo scatenerà in Tommaso una reazione che lo porterà a decidere di conoscere più a fondo la storia della sua famiglia. Infatti è stato adottato dagli zii materni e quando era piccolo, sentiva parlare dei suoi genitori con dei riferimenti ad episodi di terrorismo legati alle Brigate Rosse. La ricerca della verità lo porterà a conoscere persone e fatti a cui non avrebbe mai pensato che sconvolgeranno il suo equilibrio.

I personaggi sono caratterizzati quasi tutti in maniera negativa, a partire proprio da Michele e Alice, i genitori di Tommaso. Michele è sicuramente un uomo brillante che non riesce a sfruttare questa dote per concludere con successo le operazioni in cui è coinvolto mentre Alice, proveniente da una famiglia borghese benestante, ha bisogno di trovare un senso alla sua vita commettendo azioni pericolose e seguendo un ideale totalmente contrario al suo ambiente di provenienza. Diana e Luca potrebbero essere considerati positivamente, se non fosse che hanno una grossa parte di colpa nei confronti di Tommaso non avendogli detto la verità sul suo passato e facendolo crescere con convinzioni sbagliate.

L’impressione che abbiamo avuto è quella di un libro già letto. Tutti i rapporti interpersonali del protagonista sembravano artificiali; inoltre non abbiamo apprezzato il fatto che si passi da una narrazione in prima persona a quella in terza persona, e che alcune parti del libro presentino brani tratti da altri libri inventati dall’autore, rallentando di molto la narrazione già di per sé lenta. Arrivate a metà libro pensavamo che la narrazione si facesse più incalzante cosa che non è accaduta. Ciononostante la lettura è stato molto scorrevole.

“Ho passato tutta l’adolescenza defraudato non tanto della loro presenza, quanto del diritto a vivere la loro assenza”.

Mariavittoria Molitierno – Irene Cambriglia

Per saperne di più:https://www.facebook.com/ibookanieri/

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