“È giusto obbedire alla notte” di Matteo Nucci

Questo libro è ambientato in un luogo periferico di Roma, nei pressi del ponte di Mezzocammino, vicino Fiumicino, popolato di baracche.

Il protagonista, Ippolito Snell, detto “Dottore”, è giunto in questo luogo senza che nessuno sappia nulla del suo passato. A mano a mano si scopriranno i motivi che lo hanno condotto qui e, attraverso elucubrazioni quasi “filosofiche” e flussi di coscienza, verremo a scoprire tutta la sua vita, molto drammatica e dolorosa. Attorno a questa vicenda ruoteranno i personaggi Giulio, Cesare e Victoria che arricchiranno i particolari di questa triste storia.

La prima parte è caratterizzata da una lentezza eccessiva vista la forte presenza di descrizioni, considerando che quattro giorni vengono raccontati in un centinaio di pagine.

Che soluzione esiste per i problemi che non hanno soluzione?

La seconda parte risulta molto più scorrevole perché, attraverso vari flashback, veniamo a conoscenza della vita passata di Ippolito. Incontreremo la moglie Anna, depressa, che non riesce a gestire la malattia della figlia; la suocera, molto comprensiva nei confronti di suo genero tanto che sembra condannare l’atteggiamento di sua figlia. Infine la piccola Teresa, a cui Ippolito si dedica completamente, lasciando il suo lavoro di archeologo e studiando tutte le terapie che possano guarire la malattia della figlioletta. Il dottore vive la malattia di sua figlia e il disagio di una moglie che non riesce a gestire tutto questo, non è soltanto un padre a 360 gradi per Teresa, ma fa anche le veci della madre che non si comporta come tale.

La terza e ultima parte riguarderà la presa di coscienza di Ippolito della sua intera vita, proprio nel momento in cui  decide di tornare a Roma per far visita alla suocera, logorata dalla demenza senile, e alla piccola Teresa presso la sua tomba.

È la storia di un uomo stravolto dal dolore che riesce a trovare conforto solo vivendo sulle rive del Tevere e tentando, nell’ultima parte del libro, di ridare un senso alla sua vita. Lo stile risulta molto impegnativo, con continue ripetizioni che potrebbero appesantirne la lettura.

Nonostante ciò lo consigliamo.

 

Il mio amore per te è come la roccia eterna. Come il fiume eterno. Come tutto quello che sono io. Perché io non sono io. Io sono te. Io sono te. Io sono te, Teresa.

Federica Molitierno e Irene Cambriglia

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