La compagnia delle anime finte di Wanda Marasco

Continua il nostro Stregathon: oggi è la volta di Wanda Marasco con La compagnia delle anime finte, edito da Neri Pozza.

Il libro comincia al capezzale di Vincenzina Umbriello, madre di Rosa Maiorano: quest’ultima riporta alla memoria gli avvenimenti della vita della sua famiglia a partire dai nonni paterni e materni.

Lo sfondo è la città di Napoli del dopoguerra dove s’intrecciano le vite di coloro che hanno preso parte alla vita di Rosa e Vincenzina.

Rosa si concentra principalmente sulla storia dei suoi genitori, di come Vincenzina e Rafele abbiano iniziato a passeggiare assieme per le vie di Napoli e di quanti pregiudizi abbiano dovuto affrontare a causa del divario sociale poiché Vincenzina apparteneva ad una famiglia povera. I due cominciano la loro vita assieme nella povertà tanto che vivranno sempre in miseria e Vincenzina si vedrà costretta a fare l’usuraria e a rubare alla suocera beni di valore, la stessa che non aveva mai accettato il loro matrimonio, .

La vicenda sembra caratterizzata da personaggi che appartengono ad una compagnia teatrante, come se non vivessero la propria vita ma recitassero un copione predefinito. Le parole trasmettono una potenza tutta particolare: si riescono a captare le passioni, i dolori, gli atti mancati e le stesse mancanze.

Non sempre però, soprattutto all’inizio del libro, le frasi riportate sono state chiare, infatti è stato d’obbligo rileggerle più volte per coglierne il senso. Inoltre, i termini dialettali, piuttosto che aggiungere qualcosa alla narrazione, l’hanno resa molto più lenta.

Nonostante il libro sia stato piacevole da leggere, l’argomento non ci è sembrato molto originale e lo stesso raccontare andando a ritroso nel tempo non aggiunge nulla in più.

Nel corso della lettura abbiamo percepito il contrasto tra il mondo dei vivi e quello dei morti, l’assenza del rapporto affettivo non solo tra genitori e figli ma in generale, Rosa che, nonostante sia la voce narrante, non emerge mai nella storia e di conseguenza non conosciamo il suo carattere in maniera approfondita.

Il finale approfondisce la vita di Rosa ma sembra più una scelta dettata dal voler mettere a paragone la sua vita con quella di Vincenzina piuttosto che farci conoscere eventi/ personaggi legati a Rosa.

Le anime finte sono tutte i personaggi incontrati durante la lettura che hanno vissuto il dramma delle proprie vite. 

Tornai da te con quel niente, e l’ombra di mio padre nel cuore

Mariavittoria Molitierno e Irene Cambriglia

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