La vegetariana- Han Kang

Come accennato in uno dei miei ultimi post, riporto di seguito la mia personale opinione su questo libro con il quale è stato un colpo di fulmine: potrà sembrarvi eccessiva l’espressione ma vi assicuro che calza alla perfezione!

Ho amato tutto: la storia, i personaggi, lo stile dell’autrice, le atmosfere oniriche e malinconiche. Mentre leggevo, pensavo a quanto mi mancasse leggere libri di autori orientali dal momento che sono una grande fan di Banana Yoshimoto, della quale ho letto tanti libri e di Haruki Murakami (di cui mi mancano ancora molte letture).

La storia ruota attorno alla figura di Yeong-hye, una donna che decide improvvisamente di rinunciare a qualsiasi tipo di carne, apparentemente per un sogno ricorrente che la sconvolge. Questa scelta provoca una serie di reazioni a catena che stravolgono per sempre la sua vita.

Ho apprezzato il fatto che la storia venga narrata attraverso tre persone appartenenti alla sua famiglia: il marito, il cognato e la sorella, poiché ognuno dei tre avrà un impatto diverso sulla donna e ciascuna esperienza sarà assai significativa.

Si assiste al lungo decorso fisico di Yeong-hye ma il tutto è narrato come se si trattasse non di una persona ma di un essere astratto, quasi uno spirito, un essere vegetale: lei vive ma non lo fa realmente. Sicuramente alla base di questa decisione sono da ricollegarsi dei disturbi psicologici ma sembrano quasi avere un senso e una connotazione precisa nella sua vita, come se Yeong-hye dovesse seguire questa strada per far parte del mondo vegetale e distaccarsi dalle regole imposte da una società prettamente patriarcale.

Se solo i nostri occhi non fossero visibili agli altri, pensa. Se solo si potessero nascondere i propri occhi al mondo.

Ho odiato particolarmente la prima storia perché la figura del marito è davvero aberrante: un uomo fortemente insensibile, egoista ed egocentrico che non fa nulla per salvare sua moglie, l’unica persona più vicina a lei che avrebbe potuto sostenerla e magari aiutarla a non cadere in un baratro. Vi avverto che in questa parte assisterete ad un episodio di violenza forte che a me personalmente ha lasciato sbigottita.

La seconda storia, invece, mi è apparsa quasi come un sogno velato di malinconia: mi ha affascinato tantissimo l’idea del cognato di dipingere il suo corpo e quello di Yeong-hye con motivi floreali, riprendendo il colore verdino della macchia mongolica sulla natica di lei. L’autrice descrive questa parte con minuzia di dettagli e una sensibilità unica, propria del mondo orientale, che riesce a travalicare il tangibile per toccare le profondità dell’animo umano.

Nell’ultima parte del libro sono stata pervasa dal coraggio e, soprattutto, dalla rabbia della sorella di Yeong-hye poiché si sente impotente dinanzi alla volontà della sorella di lasciarsi andare. Anche io, come la sorella, avrei voluto gridarle: “Stupida, ma cosa fai? Perché vuoi lasciarti morire? Non pensi a me e a chi ti ama?” e sicuramente avrei ricevuto la stessa risposta che Yeong-hye dà alla sorella:

“Perché, mica è così terribile morire?”.

TITOLO: La vegetarianasdr

AUTORE: Han Kang

CASA EDITRICE: Adelphi

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2016

NUMERO DI PAGINE: 176

PREZZO: 18,00 €

*Irene*

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