Discussione su La figlia femmina di Anna Giurickovic Dato

Dopo aver letto La figlia femmina di Anna Giurickovic Dato, edito da Fazi Editore, alcune di noi hanno deciso di parlarne assieme. Ne è scaturita una discussione di cui vi renderemo partecipi.

Federica: Parliamo di Maria: credete che il suo comportamento sia verosimile o è troppo romanzato?

Giovanna: Io credo sia credibile, perché immagino che subire una violenza possa avere delle conseguenze terribili a lungo andare, deviando completamente qualcuno.

Irene: Per quanto riguarda il personaggio di Maria, credo che non possa trattarsi di una cosa troppo romanzata perché subire quel tipo di violenza fa scattare meccanismi assurdi che causano problemi psico-fisici.

Mariavittoria: Secondo me è verosimile quando viene descritta da bambina, ma la sera della cena non mi sembra affatto verosimile, piuttosto mi sembra che Silvia veda qualcosa che non esiste perché si lascia condizionare!

Linda: Secondo me non è poi così romanzato. Quando l’ho finito, mi sono chiesta come fosse possibile che una bambina che subisce queste violenze si comporti in quel modo da adulta. Però, pensandoci, lei conosce solo quel modo di relazionarsi e si vede che non lo fa con malizia ma per gioco.

Federica: Secondo me il comportamento di Maria, dopo tutto quello che ha subito, risulta un po’ poco verosimile, soprattutto con Antonio. Gli atteggiamenti lascivi sono assolutamente verosimili ma con Antonio secondo me no.

Giovanna: Io, invece, ho visto molta malizia. Nel suo modo di comportarsi con Antonio, lei vuole sedurlo, perché quello è l’unico modo di relazionarsi agli uomini che conosce.

Irene: Io ho trovato poco verosimile l’atteggiamento di Antonio perché viene descritto quasi come un burattino.

Mariavittoria: Anche io! La malizia c’è.

Giovanna: Davanti alla sua compagna, comportarsi così con una ragazzina è riprovevole.

Mariavittoria: Secondo me Silvia non era troppo in sé e alcune cose sono frutto della sua immaginazione.

Irene: Infatti, alcuni passaggi sembrano esasperati dalla sua testa.

Giovanna: Difficile capire cosa stia accadendo e cosa Silvia si stia immaginando.

Mariavittoria: Maria è vittima di una violenza atroce e viene descritta come una poco di buono.

Federica: Silvia è imperdonabile, non sembra proprio una madre.

Giovanna: È vittima della mentalità gretta che purtroppo esiste ancora. E mi spaventa pensare che se mi succedesse qualcosa di simile qualcuno potrebbe pensare che sia mia la responsabilità.

Mariavittoria: Silvia è il personaggio meglio caratterizzato, ma il peggiore.

Federica: Si, infatti la donna vittima di violenza viene quasi incolpata di essere consenziente.

Giovanna: Passiamo alla seconda domanda. Se Silvia avesse trovato la forza di impedire quelle violenze, secondo voi Maria avrebbe avuto una chance una volta cresciuta?

Linda: Secondo me sì, si sarebbe sentita amata almeno dalla madre. Invece come è cresciuta sembra che alla madre importi poco.

Irene: Certo che avrebbe avuto una chance, ne sono certa; con un ottimo aiuto e l’amore della madre avrebbe superato tutto.

Mariavittoria: Secondo me si, certo avrebbe avuto i suoi problemi ma con una madre accanto sarebbe stato diverso.

Giovanna: Pur avendo subito all’inizio le violenze di suo padre?

Federica: Credo che le violenze avrebbero sempre segnato tutta la sua vita, ma con un aiuto avrebbe di certo superato meglio il trauma.

Mariavittoria: Praticamente Silvia ha chiuso la figlia in casa, non le ha permesso di farsi una vita per nascondere lo scandalo, che razza di madre!

Giovanna: Io temo che certe cose siano insuperabili e che lei sarebbe stata comunque condizionata. Non a quei livelli, ma non credo che ci si riprenda da una violenza simile.

Linda: Quindi tutte le bambine che subiscono violenze da adulte si comportano come Maria? Non penso.

Federica: Secondo me, dopo le violenze subite, soprattutto da un padre, è difficile avere una vita normale, però almeno avrebbe potuto provarci.

Mariavittoria: Ma poi come fa una donna a non accorgersi che il marito ha questi problemi?

Linda e Irene: Me lo sono chiesta anche io.

Federica: Linda, secondo me ognuno si comporta a modo suo.

Mariavittoria: Non credo Linda, anche perché è piuttosto strano come comportamento.

Giovanna: No Linda, anzi, però per il tipo di violenza subita gli strascichi sono troppo grandi per non evitarli. E poi Silvia si accorge dei problemi del marito, tutti i segnali quando sono con la coppia di amici glielo fanno intuire.

Irene: Terza domanda. Come avete reagito alla notizia della morte di Giorgio?

Giovanna: All’inizio ho pensato che fosse stata Maria a spingerlo perché non gli attribuivo  nemmeno la dignità necessaria per suicidarsi.

Mariavittoria: Non ho fatto salti di gioia perché comunque era morta una persona, però un pedofilo in meno.

Linda: Anche io ho subito pensato che la figlia avesse reagito.

Federica: Ho capito subito che fosse stata Maria a spingerlo e purtroppo ne sono stata contenta.

Irene: Io ho pensato subito fosse stata Maria.

Giovanna: Anche io ne sono stata contenta, non immaginando che avremmo visto Maria in quella situazione dopo.

Linda: Comunque credo che il padre manchi sempre alla figlia. Anche se si comporta in quel modo ed è fondamentalmente un viscido, i ricordi belli ci sono da qualche parte. Pensate se la madre di Giorgio, poiché dopo la sua morte impazzisce, avesse scoperto che il figlio era un tale depravato.

Irene: Povera donna! Nonostante la sua condizione, è stata l’unica a captare il problema.

Federica: Ho pure avuto il dubbio che sapesse qualcosa.

Giovanna: Eh, ma non ha fatto niente comunque! Che tristezza!

Mariavittoria: Quarta domanda, secondo voi l’autrice quanto ha approfondito i suoi studi su questa problematica?

Io l’ho trovata un po’ superficiale, considerato l’argomento impegnativo. Ha costruito una storia ma senza andare oltre.

Federica: Non quanto avrebbe dovuto, secondo me avrebbe potuto approfondire tantissimo.

Irene: A me ha dato l’impressione che non l’abbia fatto. Sapete perché? Dopo aver letto Follia, ho notato lo stacco.

Giovanna: Non lo so, io mi sono affidata al libro prendendolo per quello che era, un romanzo. Non ho espresso giudizi su questo aspetto.

Linda: Io penso che invece abbia approfondito. Ad esempio, quando la maestra convoca Silvia per parlarle del comportamento di Maria con gli altri bambini. Questo mi fa capire che l’autrice sappia un minimo sull’argomento.

Federica: Io ho letto Lucky di Alice Sebold, che è la storia del suo stupro, e vi assicuro che quando l’ho finito ero molto turbata.

Mariavittoria: Secondo me doveva dare più spazio alla figura di Maria.

Irene: Ho trovato molta superficialità nel trattare la violenza sì, come se l’unico punto fosse quello di far passare Maria per una poco di buono, come ha detto prima Mariavittoria.

Giovanna: Ragazze, io penso che lei abbia voluto più denunciare gli errori degli altri e sottolineare il punto di vista degli altri rispetto a Maria. Evidentemente l’autrice voleva evidenziare quanto gli altri siano incapaci di vedere la realtà dei fatti.

Linda: Io ho visto Maria come una bambina che non sa come comportarsi.

Mariavittoria: Di sicuro la scelta del punto di vista ha un suo significato specifico.

Linda: La scena in cui Silvia era sul divano e faceva finta di dormire mi ha fatto arrabbiare. Tutte siamo d’accordo su questo punto.

Mariavittoria: Secondo me Silvia è talmente stupida che incolpa la figlia della morte del marito e in fondo non la sopporta per questo motivo.

Giovanna: È in competizione con lei perché vuole incolparla di averle rubato anche il compagno.

Mariavittoria: Giovanna, sono d’accordo con te.

Linda: Fino a questo punto spero di no. Questo vuol dire che Silvia ama ancora Giorgio nonostante abbia violentato sua figlia?

Federica e Irene: A questo punto si.

Linda: Ricordo la scena in cui Silvia va al cimitero e legge con disprezzo l’epitaffio di Giorgio.

Mariavittoria: Una sorta di amore/odio verso la figlia.

Federica: Addirittura quando diceva che il marito non era passionale con lei, poteva sembrare gelosa della figlia.

Linda: Quando ho letto questa parte, a me ha dato l’impressione che Silvia volesse rimangiarsi quelle parole.

Linda: Quinta domanda. Ma Giorgio, prima di avere la figlia, non ha fatto nulla di strano? Più che altro per capire il suo problema nei riguardi delle ragazzine.

Mariavittoria: Dal libro non si capisce. Forse avere il punto di vista di Giorgio sarebbe stato interessante.

Federica: Sarebbe stato opportuno approfondire.

Irene: Dal libro non risultano abbastanza dettagli della sua vita che permettano di capirlo.

Giovanna: A me proprio questo è piaciuto, non aver voluto strafare. Secondo me non ha parlato di Giorgio perché non voleva porre l’attenzione su di lui ma su Silvia.

Linda: Penso che abbia volutamente omesso la vita di Giorgio perché anche lui è disturbato e non ha voluto dare spiegazioni.

Irene: O lui è talmente infelice e insoddisfatto della sua vita che anziché darsi all’alcool stupra la figlia.

Linda: Giusto, lui era parecchio stressato per il lavoro.

Mariavittoria: Anche io sono d’accordo con Linda e Giovanna.

Per concludere. Che voto diamo a questo libro?

In media 7 su 10

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