“Ti ricordi di me?” di Sophie Kinsella

Ho deciso di avvicinarmi al genere dei romanzi rosa/chick lit per una questione meramente pratica: spuntare una delle sfide che riguardano la Book Challenge della pagina Facebook di IRead la Tana del Lettore.

Il mio atteggiamento, forse prevenuto, mi ha spinto a cominciare questo libro con un fare arrogante, quasi come fosse una sfida tra me e questo libro ignaro delle mie cattive intenzioni!

Ma ho dovuto ricredermi in corso d’opera e non posso che essere felice dell’esito di questo viaggio.

Per quanto possa essere scontato un romanzo di questo tipo, è importante tenere in conto, come per tutti i libri, aspetti che riguardano la correttezza della trama, la caratterizzazione dei personaggi, il tipo di scrittura, il messaggio veicolato. E sotto tutti questi aspetti il libro mi ha soddisfatta, e pure tanto!

La trama, che riguarda il viaggio alla ricerca di ricordi perduti, mi ha tenuta incollata per tutto il tempo al libro (infatti l’ho finito in pochissimo tempo!); non ho potuto non amare la protagonista, Lexi, una donna coraggiosa, ambiziosa e di buon cuore che mette in gioco la sua stessa vita per il benessere di chi le sta vicina; e chi di voi non avrà amato Jon? Quest’uomo affascinante, bellissimo, dai modi inizialmente sgarbati che poi si scopre essere un romanticone di prima categoria, lo abbiamo pensato tutte! Dalla storia ne esce ovviamente sconfitto il personaggio del marito di Lexi, Eric, il tipico uomo-robot dedito completamente al suo lavoro di creare “una vita in stile loft” (credo tutti abbiamo odiato, assieme alla protagonista, quest’espressione!).

Trattengo il fiato. Ti prego non dirlo, ti prego non dirlo…«Vita in stile loft!»”

Lo stile della scrittrice segue il flusso dei pensieri della protagonista, proprio perché la trama è incentrata sulla difficoltà di lei di recuperare la memoria ed è simpatico essere dalla sua parte per sorridere o innervosirci perché non ricordiamo nulla.

Il libro che ad un primo sguardo può sembrare di una banalità unica nasconde invece messaggi importanti: non è mai un bene eccedere ma bisogna sempre ricercare un equilibrio che permetta di vivere la vita secondo le proprie disposizioni d’animo; il denaro non è tutto se poi si è aridi emotivamente e non si è in grado neanche di provare empatia per chi perde un lavoro o dice un semplice grazie. Ed è importante non giudicare mai chi ci sta di fronte, mai porci in maniera arrogante e meschina, ma bisogna imparare a tendere una mano quando occorre.

È una storia per sorridere, sognare e soprattutto riflettere…

*Irene*

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