“The Help” di Kathryn Stockett

“Oddiosantissimo” (cit. da The Help)

Che la recensione abbia inizio!

Ho volutamente inserito l’esclamazione ricorrente di uno dei personaggi cardini del libro, Aibileen, perché ogni volta che lo leggevo mi strappava un sorriso.

Questa è la prima volta che ho deciso di aspettare qualche giorno prima di scrivere la recensione perché sentivo il bisogno di darmi tempo per interiorizzare tutto ciò che avevo appena letto.

Parliamo di The Help, scritto da Kathryn Stockett ed edito da Mondadori: chi di voi non ha già sentito questo titolo prima? So che molti staranno pensando al film e ci sarà, invece, chi di voi fortunato avrà letto anche il libro.

Bene, io vi confesso che prima di un mese fa non avevo né letto né tantomeno visto The Help e non smetterò mai di ringraziare una delle compagne di viaggio de I Bookanieri, Federica Molitierno, per avermi regalato questo bellissimo capolavoro e avermi fatto scoprire un degno discendente de Il buio oltre la siepe di Harper Lee.

Il libro è ambientato durante gli anni ’60 in Mississippi, nella felice cittadina di Jackson dove la discriminazione razziale ne fa da padrona; la storia è narrata da tre personaggi: Aibileen e Minny, donne nere al servizio di due famiglie bianche importanti, e Miss Eugenia Phelan/Miss Skeeter, ragazza bianca di buona famiglia che decide di andare contro corrente e fare la differenza scrivendo l’unica verità della realtà cittadina. Soltanto in un’occasione ritroviamo il punto di vista del narratore, ossia nel momento clou di tutta la storia: la serata di Beneficienza.

«La VERITÀ. Sa di fresco, come uno spruzzo d’acqua sul corpo caldo e appiccicoso che spegne un calore che mi brucia da sempre»

Lasciando da parte la trama, vorrei riferirvi alcune riflessioni che ho avuto nel corso della lettura: innanzitutto è fortissimo il disagio nel leggere quanta indifferenza e odio possano coesistere negli esseri umani: ho provato un’angoscia profonda nel trattamento superficiale delle domestiche da parte delle signore altolocate di Jackson, quasi fossero delle proprietà private.

Parimenti agghiacciante è leggere il blocco iniziale di Aibileen nei riguardi di Miss Skeeter quando lei le propone di intervistarla poiché Aibileen non è abituata a sentirsi chiedere come sta o cosa avrebbe voluto fare nella vita e, soprattutto, mi ha colpito il fatto che lei risponda a monosillabi, proprio di chi è abituato soltanto a ricevere ordini.

Una scena particolarmente commovente è stata la decisione da parte di tutte le domestiche di Jackson di acconsentire a farsi intervistare da Miss Skeeter per il suo libro: il risvolto triste della faccenda è che tutte si siano decise nel momento in cui una delle domestiche, Yule May, viene ingiustamente accusata; tutte si sentono in qualche modo in diritto di voler cambiare le cose.

Ci troviamo dinanzi ad un libro che scatena nel lettore una miriade di emozioni: sono passata dalla gioia per il rapporto bello e intenso che può instaurarsi tra due persone, come nel caso di Aibileen e Mae Mobly o Aibileen e la stessa Miss Skeeter (credo che tutte le scene in cui compaiono assieme siano le più toccanti del libro, mi sono sempre commossa tantissimo) alla tristezza profonda per i limiti socio-culturali imposti alla gente di colore.

Altrettanto bello è il rapporto tra Minny e Miss Celia, la sua nuova padrona, poiché quest’ultima non riesce a vedere le differenze razziali tra lei e la sua donna di servizio, un confine che la comunità di Jackson e il mondo intero conoscono fin troppo bene. Ci troviamo negli anni dell’uccisione del Presidente Kennedy e della marcia di Martin Luther King, due personaggi che si sono battuti fino alla morte in una causa che ha colpito il mondo intero. In questo libro vediamo il medesimo impegno, circoscritto al Mississippi, nelle vite di questi personaggi che diventano grandiosi ai nostri occhi per il coraggio estremo.

«Dicono che una brava cameriera è come il vero amore: ti capita una volta sola nella vita»

Miss Skeeter è sicuramente un esempio da seguire, una donna coraggiosa che non accetta i limiti del suo tempo e tenta in tutti i modi di fare la differenza attraverso la pubblicazione del libro, mettendo in gioco gli affetti e una vita felice con l’uomo che ama.

«Non era questo lo scopo del libro? Far capire alle donne: “Siamo semplicemente due persone, e non sono molte le cose che ci separano. Molte meno di quanto pensi”»

*Irene*

Per saperne di più di noi: https://m.facebook.com/ibookanieri/

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