“Ogni volta che mi baci muore un nazista”

Guido Catalano
Rizzoli
Edizione 2017

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Intanto con un piacere a tutti generale mi permetto di iniziare questa recensione -che in realtà è un percorso -che in realtà stilerò in due fasi- per raccontarvi quanto “Quando mi baci muore un nazista” sia bello, bello, bello.
Piccolo preambolo sul perché scrivo con un velo di euforia: Guido Catalano è un poeta a cui ci si affeziona e io mi sono lasciata influenzare ormai da diversi anni, facendomi rientrare in quella categoria di fan sfegatati che prenotano la nuova uscita con largo anticipo.
Questo fa capire perché la possibilità di recensire questa raccolta io l’abbia abbracciata con tanto entusiasmo. Ebbene sì, io lo amo e posso spiegarlo.

Guido Catalano è un poeta unico. Ha scritto anche un romanzo, uscito appena l’anno scorso.
Si definisce uno scrittore quasi fallito; lui stesso scrive che non si può vivere solo facendo il poeta. O forse no, dato il boom degli ultimi due anni?
Parla per lo più d’amore, amore per una donna con più di un nome, con “occhi inauditi” e dai “baci portentosi“.
Usa metafore improbabili ed è proprio questa la caratteristica che apprezziamo di più di lui: è nuovo, è fresco. È Guido.

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E di nuovo, da un poeta che va sempre a capo come Montale, possiamo solo che aspettarci grande divertimento.
Basta leggere la premessa per capire che prezioso gioiello abbiamo acquistato, cosa stiamo stringendo tra le mani.
Direbbe che non serve leggere questo libro pagina dopo pagina. Direbbe di saltarle, o non leggerle tutte.
Però tu leggile, dato che lo hai comprato.

Reading a Roma, 23 Marzo 17.

Come ho precedentemente annunciato, questa è una recensione a fasi. Non ho mai scritto di un Reading e tenterò di riportare in modo più fedele questa esperienza. Promesso.

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Ingresso teatro

“Se il suono svanisce, il colore risplende in silenzio” e non solo, aggiungo io. Nel silenzio, in mezzo ad una luce blu, all’auditorium della musica a Roma, si udiva solo una voce, quella di Guido Catalano.
La sua “r” moscia chic e il suo accento torinese, sono arrivati dove quasi non tutti riescono: ad emozionarmi. Guido Catalano è molto simpatico, un po’ impacciato, un po’ balbuziente e tanto, tanto autoironico. Non puoi non amarlo. È in grado di scherzare su tutto: su sé stesso (molto), sull’amore (troppo), sui cani, gatti e topi che vivono nel suo stomaco innamorato.
Ho vissuto due ore di lacrime per la commozione e il divertimento, perché se prendi appuntamento per un reading di Guido Catalano devi aspettarti questo.

Il tutto si è concluso con una bella dedica sulla mia copia, in cui il poeta si augura che il libro mi sia piaciuto tutto.
O quasi.

Linda


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