I Bookanieri sono pronti a salpare…

Siamo sette, sette lettrici partite per un viaggio: la vela è la nostra passione e il timone sono tutti i libri che hanno incrociato la nostra vita. Bucanieri che hanno preso il largo in un mare di storie che racconteremo al nostro meglio.

I Bookanieri è un progetto nato dal desiderio di mettere nero su bianco l’amore che da sempre ci lega al mondo dei libri, e di farlo innanzitutto da lettrici voraci quali siamo, ma non solo. Il nostro obiettivo è di raccontare l’intera filiale del libro: vi racconteremo delle nostre letture, intervisteremo gli autori, conosceremo meglio il mondo delle case editrici, il loro rapporto con i librai; e ancora, riporteremo le nostre testimonianze durante i festival letterari, sveleremo le storie dei librai che frequentiamo, e molto altro.

Una parte sarà dedicata ai lettori, a quei compratori ossessivo compulsivi di libri che continuano ad acquistare ed acquistare, pur sapendo che probabilmente non avranno il tempo di leggere tutto. Per loro, e per noi – ovviamente -, abbiamo pensato ad un gruppo di lettura che di mese in mese sceglierà tra una gamma di titoli il prescelto, da commentare insieme.

Il viaggio è appena iniziato, non resta che salire a bordo.

Ci trovate sulla pagina Facebook: I Bookanieri   e su Instagram come @bookanieri7

 

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Wrap up Dicembre 2017

Cari lettori,
questo mese ho deciso di cimentarmi nel wrap up.
Vi elencherò gli ultimi libri letti e le mie opinioni al riguardo.

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  1. Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare edito da Guanda (unico libro che ho letto della tbr), scoprendo con piacevole sorpresa, confrontandomi con gli altri utenti, di non essere l’unica persona al mondo ad averlo letto questo libro di Sepulveda non troppo da giovane. La trama non ha bisogno di precisazioni, il libro è molto carino e consiglio a tutti di leggerlo essendo corto e scorrevole.
  2. Caraval è il nuovo fantasy della Rizzoli che purtroppo non mi ha stupito molto, forse perché, dopo aver letto la trama, avevo molte aspettative. Ho trovato una protagonista scontata, comune nel suo essere buona ed ingenua, che ovviamente si invaghisce del personaggio più irritante e doppiogiochista di Caraval, dal fisico perfettissimo. Il problema di questo libro, secondo me, è che non essendo la storia d’amore il fulcro del libro, si sia dato troppo spazio ad essa analizzando meno il rapporto ben saldo che sarebbe dovuto esserci tra Rossella e Donatella, le sorelle protagoniste del libro. Il clima in cui le vicende ruotano è molto intrigante e l’autore in questo riesce benissimo. Ritengo anche che il libro sappia intrattenere bene il lettore, quindi non sconsiglio totalmente la lettura.
  3. L’Avversario di Carrere è un libro molto intrigante, letto in un unico pomeriggio! Carrere -autore- è anche il narratore delle vicende che vedono come protagonista Jean-Claude Romand, un serial killer francese che ha sterminato la sua famiglia. Mi sono commossa soprattutto quando, durante il processo, Jean-Claude Romand ha raccontato di come ha tolto la vita ai suoi figli. È molto interessante scoprire il suo pensiero.
  4. Natale con delitto, ultimo libro letto a dicembre e anche il libro del nostro gruppo di lettura. È un giallo molto carino, diviso pressoché in tre parti: la prima, in cui vengono spiegate, dal punto di vista di diversi personaggi, le vicende che ruotano attorno al pranzo di Natale; la seconda, in cui il colonnello indagherà, insieme ad un possibile sospettato, sull’omicidio, trovando il responsabile; la terza parte, in cui si spiega come si poteva arrivare alla stessa conclusione del libro attraverso la sola lettura della prima parte.

Sono molto soddisfatta delle mie letture, alla prossima con il prossimo wrap up!

Linda

Novità tutte da leggere!

Cari lettori come sempre ecco alcuni consigli su interessanti novità in uscita!

foto 1Il primo che vi proponiamo è Ambrose di Fabio Carta edito da Scatole Parlanti editore, al prezzo di 15 euro (222 pagine).

Sinossi:  Controllore Ausiliario – CA – è uno dei pionieri ad aver sposato la causa della missione Nexus, la frontiera virtuale dove scrivere un nuovo e pacifico capitolo della storia umana. Ma durante la prLeparazione terapeutica, il suo corpo rimane vittima di danni irreparabili. Logorato dLinkalle metastasi, è costretto a vivere in una speciale tuta eterodiretta da pazzi esaltati, che combattono una guerra in bilico tra realUn eroe non è un impavido guerriero, un martire, o un conquistatore di consensi popolari. Un eroe è semplicemente una persona. Un eroe è il prescelto di se stesso, colui che compie una scelta per un bene a lui caro. Naturalmente, una scelta audace. Io, la Voce Narrante, canterò le gesta di tre eroi che hanno compiuto la loro scelta. Paolo, un militare devoto all’uniforme e fedele alla patria, che ha rinunciato al suo status di militare per inseguire il suo bene. Il secondo eroe è Chiara, un’affascinante ragazza dall’intelligenza fuori dal comune che, attraverso la ragione, vi condurrà in un viaggio fantastico tra nozioni scientifiche e colpi di scena. Infine c’è Matteo, un brillante avvocato che dovrà rimediare a un imperdonabile errore. Casi irrisolti, verità nascoste e false speranze comporranno la strada che Matteo dovrà percorrere fino all’attuazione della giustizia.tà e spettacolo. Il suo destino è la morte, mentre un suo gemello elettronico continuerà a simulare la sua esistenza nel ciberspazio.

L’infelicità di CA – figlio delle stelle, alieno agli usi terrestri – subisce uno stravolgimento con la comparsa di Ambrose. Un’entità che si presenta come una rosa stillante ambra, una irriverente voce che lo guida verso sviluppi imprevedibili. Come ribellarsi al proprio destino e scoprire cosa si cela realmente dietro i grandi cambiamenti ai quali l’umanità dovrà far fronte.

L’Autore: Fabio Carta, classe 1975, è appassionato di fantascienza e dei classici della letteratura. Laureato in Scienze Politiche con indirizzo storico, ha al suo attivo la saga fantascientifica Arma Infero, una serie che a oggi conta due romanzi (Il mastro di forgia, 2015 e I cieli di Muareb, 2016) e il racconto lungo Megalomachia (Delos Books, 2016), scritto unitamente alla finalista del premio “Urania 2016”, Emanuela Valentini. Ha inoltre partecipato con importanti firme della fantascienza italiana all’iniziativa benefica Penny Steampunk (2016), da cui è nato un volume di racconti fantastico-weird a cura di Roberto Cera.

Link all’acquisto: https://www.scatoleparlanti.it/mondi/ambrose/

foto 2Il secondo è Storie fantastiche di gente comune di Stefano Valente.

Sinossi: Un eroe non è un impavido guerriero, un martire, o un conquistatore di consensi popolari. Un eroe è semplicemente una persona. Un eroe è il prescelto di se stesso, colui che compie una scelta per un bene a lui caro. Naturalmente, una scelta audace. Io, la Voce Narrante, canterò le gesta di tre eroi che hanno compiuto la loro scelta. Paolo, un militare devoto all’uniforme e fedele alla patria, che ha rinunciato al suo status di militare per inseguire il suo bene. Il secondo eroe è Chiara, un’affascinante ragazza dall’intelligenza fuori dal comune che, attraverso la ragione, vi condurrà in un viaggio fantastico tra nozioni scientifiche e colpi di scena. Infine c’è Matteo, un brillante avvocato che dovrà rimediare a un imperdonabile errore. Casi irrisolti, verità nascoste e false speranze comporranno la strada che Matteo dovrà percorrere fino all’attuazione della giustizia.

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foto 3Il terzo è La libertà del pettirosso di Francesco Di Giulio edito da Lettere Animate.

Sinossi: Ogni uomo nella propria vita ha un segreto dentro di sé dal quale non può sfuggire. Un incubo reale che dimenticato in un angolo dell’anima vive latente nei pensieri e nelle emozioni controverse di una comunità che presto conoscerà il male oscuro. Cosa accadrebbe se a un tratto quell’oscurità, che alberga nel cuore di uomini corrotti, venisse rivelata? Siamo in un monastero medievale e temprati uomini di chiesa decidono inspiegabilmente di morire nei modi più atroci. Un luogo isolato su una rupe maligna, pergamene forgiate nell’inferno, monaci al cospetto del proprio destino. Fuoco, sangue e libertà. Può l’anima istintiva e pura di un bambino recluso redimerli dai loro peccati?

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foto 4Quarto ed ultimo Vendemmia rosso sangue, Lo strano caso del morto che parla di Maurizio Castellani.

Sinossi: “Per chi ancora non avesse letto “La Ventiquattrore – Delitto in albergo”, mi presento: mi chiamo, anzi mi chiamano perché io non mi chiamo mai, Marco Vincenti e sono un normalissimo e tranquillo ex Geometra di provincia che, grazie alla zia Maria e pace all’anima sua, ha ereditato e gestisce un piccolo albergo nel Comune di Casciana Terme, località adagiata sulle colline pisane e conosciuta per le cure termali da oltre 900 anni, ma anche per la figura di Armando Picchi, che qui ha mosso i primi passi nel mondo del calcio. Ed è proprio in questo albergo che iniziò, con l’aiuto di due amici e circondato, si fa per dire, da diverse donne, la mia attività di investigatore.  Ne “La ventiquattrore – Delitto in albergo”, insieme a due amici inseparabili, a un Maresciallo dei Carabinieri e alla bellissima Grazia, riesco a fare luce sul primo di una serie di fatti criminali che avverranno nella località. Dal primo delitto sono trascorsi alcuni mesi, periodo in cui l’albergo ha lavorato a pieno ritmo. Il paese, senza più giornalisti, fotografi e curiosi “della peggio specie”, stava tornando piano piano alla sua normalità e le giornate si susseguivano una all’altra nella tranquillità più assoluta. Con la Grazia c’era stato un “contatto”, ma poi non si era mosso più niente e io mi ero sempre di più dedicato all’albergo e alle cene del venerdì sera con gli amici. Tutto fino a questa mattina, quando con la scusa: “Ciao Marco è un po’ che non ci si vede…”, l’autore entra in albergo, e chiedendomi un caffè si sistema in saletta, proprio nell’angolo riservato ai “tre detectives”. Ed ecco che di nuovo entro in scena. Questa volta il caso da risolvere è più arduo, più complicato… l’autore vuole metterci alla prova, vuole capire fino a che punto possono spingersi le nostre menti, e alla fine si riterrà soddisfatto. Piero e Andrea dimostreranno doti investigative più raffinate rispetto al passato, anche se prediligeranno l’azione al pensiero; il Maresciallo, fidandosi sempre più del trio, stringerà con noi un patto segreto, mentre io costretto a non muovermi dall’albergo per l’assenza di Grazia, arriverò alla soluzione del caso solo per osservazione e rigorosa deduzione logica. Dimenticavo, questa è la mia ultima presentazione rivolta ai lettori, d’ora in poi sarà l’autore stesso a riassumere il libro nella sinossi. Non è per maleducazione o svogliatezza che ho preso questa decisione, ma perché così mi è stato richiesto da lui stesso, ritenendo che tale mia attività non sia più necessaria. “…oramai, con questo secondo racconto, il pubblico ti conoscerà sempre di più, Marco, e non avrai ulteriore bisogno di presentarti… caso mai nel prossimo ci sarà una introduzione… comunque, vedremo al momento”. Quindi, vi lascio nelle sue mani e mi troverete nel racconto, ricordandovi che a voi parlerò in prima persona.”

L’autore: Dopo tanti anni passati a leggere decide di mettersi a scrivere. “La ventiquattrore Delitto in albergo, è il suo primo racconto giallo dove la trama delittuosa si mescola a comicità e ricette di cucina. Recensito dal famoso sociologo F. Alberoni, ha vinto il Primo Premio Nazionale di Narrativa nel 2016 “La città di Murex” e nel luglio del 2017 il primo premio della XIII edizione del concorso “Io scrivo” A giugno del 2017 ha pubblicato con la casa editrice Carmignani, un breve romanzo giallo, dove il personaggio principale è il Commissario Bertini della Questura di Pisa. A novembre 2017 ha pubblicato con Il foglio letterario Editore un breve romanzo giallo – La seconda indagine del Commissario Bertini “Delitto al Book Festival”. “Vendemmia rosso sangue – Lo strano caso del morto che parla” è il suo secondo romanzo giallo dove Marco Vincenti (protagonista del primo romanzo) indaga su una misteriosa morte insieme ai suoi due amici e al Maresciallo Bevacqua. Toscana, comicità e ricette di cucina fanno da contorno al piatto forte, ovvero al giallo.

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Non ci resta che augurarvi, buona lettura!

 

Io ci sto fra i migranti a cura di Rosario Sardella

In queste pagine edite da Istos Edizioni. Rosario Sardella ha voluto porre la nostra attenzione su una problematica impossibile da non recepire da qualsiasi altra forma di divulgazione, ossia quella dell’Immigrazione.

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Il momento storico che stiamo vivendo ruota attorno a questo fenomeno e quello che ne consegue: arrivano continue notizie di imbarcazioni di profughi sulle coste italiane, l’impossibilità di dare loro sostegno e cure primarie, uomini, donne e bambini che sfidano tutto pur di fuggire dalle realtà terribili dei loro paesi nella speranza di trovare l’America qui.

Ma molto spesso non è l’America che trovano ma un inferno ben confezionato che cela altro malessere: Rosario Sardella descrive la sua esperienza di volontario presso Io ci sto nella zona dell’entroterra foggiano dove, durante i mesi estivi, gli immigrati vengono “adoperati” come forza-lavoro nei campi per la raccolta dei pomodori. È un sistema di sfruttamento ben pensato  che oltrepassa qualsiasi diritto umano e verso cui nessuno sembra voler tendere una mano, questo perché alla base vi sono molte forze in gioco a cui conviene che le cose restino immutate.

C’è un’economia malata che fa resistenza al cambiamento. Se sei ricco non la vedi o fai finta di non vederla; se sei povero rischi di individuare un capro espiatorio proprio in loro, nel diverso.

Si tratta di una realtà devastante, non sembra neanche di trovarci nel 2017 per il degrado e il livello di meschinità di talune persone che sono volte soltanto al profitto, il diario ne esprime la denuncia in modo forte e diretto.

Difficile mettersi di fronte ad una realtà che fa male e raccontarla per come è e per come vorremmo che fosse.

Ciò che mi ha molto colpito è stato il modo in cui Rosario Sardella ci riporta quest’esperienza: ho percepito il suo forte coinvolgimento, l’attaccamento a tutte le persone conosciute con cui ha condiviso racconti, battute, esperienze di vita. Ma dopo questi attimi vi è l’incapacità di riprendere la strada della quotidianità dopo aver visto tante cose che non vanno come dovrebbero.

Sono stato ad Io ci sto e sto tornando a casa con la consapevolezza che essere vivi richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

In quanti possono vantarsi di aver raggiunto la felicità, di essersi sentiti stanchi e appagati durante un’esperienza del genere? Rosario Sardella ha fatto molto di più che documentare un’infinitesima parte delle conseguenze dell’immigrazione: ci insegna ad avere coscienza di noi e del mondo circostante, ad abbattere le frontiere che ci fanno stare al sicuro mentre il resto del mondo sanguina.

Ricordo tutte le mattine in cui mi sono svegliato alle 8 e tutte le sere in cui sono andato a letto stanco morto, ma sempre con il cuore pieno di gioia.

Vi lascio con questa frase che abbraccia il pensiero generale di questo diario:

Bellezza è scegliere di abbattere i muri e di costruire i ponti, insieme.

Irene Cambriglia

Il pittore di ex voto di Paolo Codazzi

Ogni libro è il risultato di un lavoro che va rispettato, per cui ogniqualvolta ci si appresta – come nel mio caso – ad esprimere un giudizio negativo sull’opera, occorre ponderare. Credo però che, affinché possa ritenersi serio ciò che faccio e scrivo, è altrettanto importante che non rinunci ad una recensione negativa per paura di inimicarmi qualcuno (ma chi, alla fine?).

Il libro in questione è Il pittore di ex voto di Paolo Codazzi, edito Tullio Pironti Editore. Quando avevo letto l’aletta recante la trama, ne ero rimasta positivamente colpita: un uomo dedito alla matematica e specializzato nelle previsioni meteo, si ritrova tra le mani la lettera del Santuario della Madonna di Montenero, in cui si afferma che il quadretto inviato dalla madre di Fulvio, il protagonista, per ringraziare la Madonna per aver salvato suo figlio durante un incidente, è stato esposto nella saletta dedicata agli ex voto. Gli ex voto sono tutte quelle offerte votive che nel corso dei secoli i credenti hanno – appunto – offerto ai santi per ringraziarli di qualcosa. Fulvio, intenzionato ad entrare in possesso di quel quadro, si reca quindi a Livorno per portare a termine il suo intento.

A partire da questo plot, l’autore sceglie deliberatamente di ricorrere ad una struttura narrativa particolare: il viaggio a Livorno e l’intera trama diventano il pretesto per il protagonista per affondare a piene mani nel proprio passato e nei propri ricordi, rivangando i tempi in cui fu mandato in quel collegio, Casa Firenze, che tanto avrebbe condizionato la sua vita futura.

Per sviscerare il primo approccio ai legami d’amicizia, alla matematica, all’altro sesso, insomma per raccontare tutte queste iniziazioni, Paolo Codazzi sceglie il modo sbagliato. Lo stile narrativo è incomprensibile, articolato in periodi lunghissimi in cui manca del tutto la logica. Leggendo, sono incappata più volte in dubbi sintattici, in cui non si è in grado di distinguere quale sia il verbo principale della frase. Questa mancanza totale di una struttura logica nel testo ha inficiato completamente la mia esperienza di lettura, rendendo un libro con una storia interessante un romanzo pessimo, che non è in grado di raccontare nulla ma solo di confondere il lettore in pagine e pagine di discorsi sconclusionati.

Mi rendo conto che il giudizio possa apparirvi duro, e lo è infatti. Ma penso che come lettrice la prima cosa che desidero quando mi imbatto in un libro è che esso sia a me accessibile, e se così non dovesse essere che mi dia gli strumenti per districarmi nella sua apparente incomunicabilità. E questo libro non è purtroppo riuscito nell’impresa.

Giovanna Nappi

Novità Flower edizioni: dicembre

Lettori vi presentiamo alcune novità della Flower edizioni!

Scoprendo Beatrix Potter

immagine 1.jpgRiccardo Mainetti, che per flower-ed ha tradotto per la prima volta in italiano Una ghirlanda per ragazze di Louisa May AlcottIl sentiero alpino. La storia della mia carriera di Lucy Maud Montgomery e Vita e avventure di Jack Engle di Walt Whitman, questa volta si è dedicato alla stesura di un saggio dedicato alla straordinaria Beatrix Potter.
Il 26 luglio 1866, in una grande casa del Kensington rurale, nacque Beatrix Potter, figlia di Rupert e di Helen Leech, entrambi appartenenti a famiglie benestanti. Bambina di natura curiosa e socievole, fu costretta a trascorrere gran parte dell’infanzia in compagnia della balia Fu proprio nell’isolamento dagli altri bambini che imparò a conoscere e amare la natura e quei piccoli animali di campagna che popolano le sue storie illustrate. Accanto alle opere pubblicate per i lettori, prima fra tutte The Tale of Peter Rabbit, sono testimoni del talento creativo di Beatrix Potter i diari e le lettere, in particolare quelle inviate ai bambini bisognosi delle sue confortevoli storie.

Ebook e cartaceo: disponibile per l’acquisto!


Donne e modernità

immaGINW2Nella scuderia Flower edizioni una nuova autrice  è entrata a far parte della squadra: si chiama Debora Lambruschini e molti di voi la conosceranno già come redattrice del sito Critica Letteraria. Debora esordisce nella collana Windy Moors con un saggio dedicato alla New Woman nella letteratura vittoriana, esaminando quel periodo di mutamenti sociali e studiando l’opera di quattro scrittrici inglesi di fine Ottocento. Un tema importante che viene affrontato solo ora in un saggio in lingua italiana.

 

Ebook e cartaceo: disponibile per l’acquisto!


Streghe

Dopo aver pubblicato di recente la raccolta poetica di Alessandra Carnovale, Come vento sul monte, nel mese di dicembre vedrà la luce anche il romanzo Streghe. L’ultimo appuntamento dell’anno è, infatti, con Adriana Maffei, la vincitrice del Premio letterario Parole magiche, sezione Narrativa. La pubblicazione di questo romanzo  rappresenta il termine di un lungo periodo dedicato alla scoperta di nuovi talenti letterari e il principio di una nuova fase interamente dedicata ai classici della letteratura.
Ebook e cartaceo: disponibile dal 29 dicembre.

Jenny la secca di Claudia Lamma

Jenny la Secca, libro edito da TerraRossa Edizioni, ci racconta la storia di un gruppo di amici che vivono alla giornata, perseguendo il più delle volte azioni criminali a danno del governo ma anche di loro stessi.

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Attraverso continui flashback, si riesce ad avere un quadro generale della loro infanzia trascorsa tra giochi e primi amori. Una figura enigmatica, però, resta sullo sfondo della narrazione ed è la causa principale di tutti i problemi di questo gruppo: Jenny è il suo nome, soprannominata “la Secca”. Descritta come una bella ragazza, dai capelli color cenere, si ritaglia un posto nel mondo capendo sin da subito a cosa e chi puntare per la scalata sociale: si affianca al capo della banda, Gull, col quale tira le fila di tutto.

L’intera vicenda è caratterizzata da forti delusioni, rimpianti, ambizioni malriposte, amori infranti e un forte sentimento di amicizia che talvolta riesce a limitare talune nefandezze, come per due personaggi del gruppo, Lambo e Trip. Ognuno dei membri ha una storia dolorosa alle spalle, le loro vite si sono intrecciate sulla base di mancanze affettive e sono cresciuti di stenti scazzottando col mondo intero per trovare una propria dimensione.

Vi sono momenti della storia molto cupi che mi hanno sconvolto per il messaggio che vogliono riportare, dal momento che la vita decide di prendersi gioco anche di chi vuole dare una svolta migliore alla propria esistenza ma non è sufficiente averne la volontà e neanche metterla in pratica.

Alcuni personaggi subiscono un’evoluzione sostanziale mentre altri restano ancorati alla loro bassezza morale, come per Jenny che rimarrà l’opportunista di sempre e Gull il padrone indiscusso.

Il gioco della vita è spietato e chi non segue le regole può solo venirne schiacciato!

Paradossi: l’esistenza ne è disseminata in modo commovente. Trip e i ragazzi non avevano fatto altro che dibattersi tra il bisogno di certezze e l’esigenza profonda di farne a meno, tra agire e accontentarsi di essere.

Irene Cambriglia

La fine dei vandalismi di Tom Drury

Il libro di cui vi parliamo oggi è stato molto chiacchierato negli ultimi tempi ed è il primo capitolo della saga di Grouse County di Tom Drury: La fine dei vandalismi, pubblicato in Italia da NN Editore.

Prima di iniziare questa lettura, affascinate dall’ambientazione della provincia americana e memori del segno che ci aveva lasciate Kent Haruf con la sua Trilogia della Pianura, abbiamo caricato la storia di moltissime aspettative, che hanno dovuto fare i conti – però – con un romanzo di tutt’altro genere.

La fine dei vandalismi è la storia di Grafton, una piccola cittadina americana dedita ad attività rurali e ad abitudini consolidate dalle stagioni e dal lavoro duro. I suoi personaggi sono eccentrici al punto giusto, come ci si aspetterebbe da qualunque paesino sconosciuto. Tra questi, riconosciamo sicuramente delle figure che faranno da protagoniste nel libro.

Dan Norman è lo sceriffo del paese, un uomo non particolarmente dedito al suo lavoro, incurante – quasi – di ciò che accade e sconvolge la normalità dei suoi concittadini. Il suo placido atteggiamento lo caratterizzerà senza picchi di entusiasmo per tutta la durata della storia. Quando Dan ha a che fare con Louise per la prima volta è a causa di suo marito, accusato di atti vandalici ai danni della scuola. La donna è infatti ancora sposata con Tiny, prototipo del delinquentuccio di quartiere, incapace di tenersi un lavoro o una donna, ignorante e dai modi discutibili.

Il matrimonio tra Louise e Tiny è però sul punto di interrompersi quando entriamo nella storia. Louise, armata di coraggio, riesce a rompere quel legame e a svincolarsi da un rapporto che oramai non era più in grado di darle niente. Rivela un carattere forte e ribelle, ma si tratta solo di una facciata che nasconde un’insicurezza personale notevole.

Il personaggio di Louise è sicuramente quello che ci ha lasciate più perplesse: è una donna che, pur quando fa delle scelte (lasciare suo marito, intraprendere una nuova relazione sentimentale con Dan sono degli esempi), non appare mai convinta. È sempre guidata da una specie di irrequietezza che non soltanto i personaggi della storia, ma i lettori, non sono in grado di decifrare a pieno. Probabilmente perché Drury non dà gli strumenti necessari per farlo.

La sua scrittura è asettica, scandita da un ritmo lento e costante che non subisce mai rallentamenti o accelerazioni. La sua prosa diventa quindi un susseguirsi di azioni ed eventi con i quali diventa difficile creare empatia, anche dinanzi a fatti tragici come quelli che coinvolgeranno i protagonisti.

Sebbene non manchino dei siparietti esilaranti che coinvolgono qualcuno degli abitanti di Grafton, l’intero romanzo è permeato da una patina di normalità che invade ogni aspetto della vita. La chiusura stessa del romanzo non lascia spazio a colpi di scena: la vita va avanti comunque a quel modo, anche nell’ultima pagina.

Federica Molitierno e Giovanna Nappi