I Bookanieri sono pronti a salpare…

Siamo otto, otto lettrici partite per un viaggio: la vela è la nostra passione e il timone sono tutti i libri che hanno incrociato la nostra vita. Bucanieri che hanno preso il largo in un mare di storie che racconteremo al nostro meglio.

I Bookanieri è un progetto nato dal desiderio di mettere nero su bianco l’amore che da sempre ci lega al mondo dei libri, e di farlo innanzitutto da lettrici voraci quali siamo, ma non solo. Il nostro obiettivo è di raccontare l’intera filiale del libro: vi racconteremo delle nostre letture, intervisteremo gli autori, conosceremo meglio il mondo delle case editrici, il loro rapporto con i librai; e ancora, riporteremo le nostre testimonianze durante i festival letterari, sveleremo le storie dei librai che frequentiamo, e molto altro.

Una parte sarà dedicata ai lettori, a quei compratori ossessivo compulsivi di libri che continuano ad acquistare ed acquistare, pur sapendo che probabilmente non avranno il tempo di leggere tutto. Per loro, e per noi – ovviamente -, abbiamo pensato ad un gruppo di lettura che di mese in mese sceglierà tra una gamma di titoli il prescelto, da commentare insieme.

Il viaggio è appena iniziato, non resta che salire a bordo.

Ci trovate sulla pagina Facebook: I Bookanieri   e su Instagram come @bookanieri8

 

Gli sconti fantastici di flower-ed

Quest’estate sta dando tantissime soddisfazioni a noi lettrici/compratrici compulsive poiché stiamo usufruendo degli innumerevoli sconti su titoli molto accattivanti.

A questo proposito, anche la flower-ed ha decido di coccolarci riservandoci delle offerte davvero troppo ghiotte per non approfittarne!

Novità flower-ed

Infatti per il mese di agosto tutto, ma proprio TUTTO il catalogo degli ebook della flower-ed sarà in promozione! Gli sconti saranno attivi sul sito della Flower-ed, Amazon, Ibs, Kobo e tutte le altre librerie online.

Per chi, invece, acquista su Lulu tre dei libri cartacei della suddetta casa editrice, il quarto libro è gratuito (quello di prezzo uguale o inferiore). Basta inserire il codice TRGE15 nel carrello per attivare l’offerta. Per comodità, cercate in questa pagina tutte le pubblicazioni cartacee.

Passeggiate letterarie

La flower-ed sta organizzando una splendida iniziativa che spero coinvolgerà tanti di noi: trattasi delle Passeggiate letterarie che ci porteranno a scoprire alcuni luoghi speciali in giro per Roma. Non sono delle visite guidate, ma delle vere e proprie passeggiate, che nascono dal desiderio di approfondire e condividere l’amore per la bellezza, la letteratura e la cultura.

Nel corso dei primi incontri, in linea con l’interesse per la letteratura inglese, andremo a scoprire la Roma degli scrittori e dei poeti giunti dall’Inghilterra per alloggiare qui e lasciarsi ispirare dalla città.

La prima passeggiata si terrà la mattina di sabato 23 settembre. Scopriremo insieme alcuni luoghi letterari nella zona di Piazza di Spagna e poi andremo a visitare la Keats-Shelley House. Tutti i dettagli sull’appuntamento saranno forniti nella newsletter di settembre e anche sulle pagine Facebook e Instagram di flower-ed.

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Partecipate in tanti!!!!

 

Nicola Rubino è entrato in fabbrica di Francesco Dezio

Cari lettori, oggi vi lascio con la recensione di Nicola Rubino è entrato in fabbrica di Francesco Dezio edito da Terrarossa edizioni, che ringraziamo per la collaborazione.

Questo libro fa parte della collana Fondanti che ripropone opere ormai fuori commercio, che però hanno avuto grande importanza per la novità dei loro contenuti. Inoltre l’autore ha avuto modo di attualizzare la sua opera, riadattandola ai giorni nostri e aggiungendo anche delle espressioni dialettali, che in passato aveva dovuto eliminare.

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La storia si svolge in Puglia e ha come protagonista Nicola Rubino, prima stagista e poi contrattista a tempo determinato in una fabbrica. Attraverso le vicende di questo ragazzo, Dezio racconta le difficili condizioni dei lavoratori in fabbrica, iniziando dai primi colloqui con la psicologa fino ad arrivare ai veri e propri soprusi che i lavoratori sono costretti a subire pur di conservare il posto di lavoro, precario e malpagato.

Nella lotta per conservare il posto di lavoro, vince sempre chi riesce ad aggraziarsi il capo, mentre chi tenta di ribellarsi, come Nicola, viene licenziato oppure pressato sia durante il lavoro vero e proprio, sia psicologicamente essendo l’unico a cui non viene confermato il contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Perfino il medico, che dovrebbe curarli e proteggerli, è inserito in un contesto malato, dove un’irritazione alla pelle, una tendinite, un’infezione non vengono considerate per quello che sono, ma delegate in secondo piano, come una normalità da dover tollerare.

Non ci sono rotazioni per evitare sempre allo stesso lavoratore turni pesanti e, purtroppo, chi subisce è sempre chi cerca di capirci qualcosa e di ribellarsi ad un sistema che non tutela i diritti dei lavoratori. Perfino i sindacalisti, che spronavano alla ribellione, si sono rivelati indifferenti e soprattutto sottomessi al sistema aziendale, tanto che non sono stati in grado di aiutare Nicola, nel suo momento di maggiore difficoltà.

Leggendo questo libro ho sentito una grande rabbia da parte dell’autore, ma anche tanta rassegnazione ad una condizione che sembra impossibile da cambiare; gli stessi lavoratori farebbero di tutto pur di non perdere il posto, seppur malpagato e girare le spalle al proprio compagno diventa una prassi. Non c’è solidarietà, l’umanità sembra sparire e lasciare il posto all’egoismo.

Il libro è davvero molto scorrevole e le parti dialettali mi sono piaciute; c’è da dire che le ho comprese anche grazie al fatto che conosco delle ragazze pugliesi, ma comunque non hanno rallentato la lettura e hanno conferito un’identità linguistica alla storia.

 

Mariavittoria Molitierno

Novità: Fiore di cactus di Francesca Lizzio

Fiore di cactus Panesi EdizioniCari lettori, vorremmo segnalarvi l’intrigante libro “Fiore di cactus” di Francesca Lizzio edito dalla Panesi Edizioni. Di seguito vi riportiamo la sinossi e alcune notizie sull’autrice. Inoltre vorremmo ricordarvi che fino al 31 agosto trovate qui il cartaceo a metà prezzo.

Sinossi

Sara è una ragazza timida, intelligente, con la battuta sempre pronta, eppure nasconde la sua fragilità sotto un’armatura. La vita l’ha resa cinica e amara. Un giorno conosce Andrea, un ragazzo attento e gentile che con smisurata pazienza riesce a farsi spazio nella sua vita. Sarà lui a indurla a rimettere tutto quello in cui crede in discussione. Sara così ripenserà al percorso che l’ha resa la donna che è, si chiederà se riuscirà più a lasciarsi amare, se certe paure potranno essere sconfitte o se invece non ci sarà più nulla da fare. Se una come lei merita una seconda occasione. Perché anche un cactus ha un cuore, ha solo bisogno di qualcuno che creda in lui e non abbia paura delle sue spine.

L’autrice

Francesca Lizzio nasce a Catania nel 1992, mix letale di sarcasmo e ironia. Una come tante, “o tutto o niente”. Per dare senso e ordine al suo groviglio interiore, nel 2015 ha aperto un blog, cuore di cactus, dove mette a nudo le sue spine e si racconta a lettori sparsi per tutta l’Italia. Per lei le parole non sono solo parole, ma sentimenti.

Con Panesi Edizioni ha preso parte all’antologia Oltre i media – Raccontalo con un film o una canzone col racconto breve Giorni (2016) e ha pubblicato Fiore di cactus (2017).

Profilo Facebookwww.facebook.com/fra.cactus

L’amore, quando muore di Nadia Levato

 

Il libro di Nadia Levato, edito da Montag Edizioni per la collana Chiamatelo amore, è impostato come una lunga confessione di Elisa a suo marito Matteo. Sono giunti al tramonto del loro matrimonio, Matteo dedito completamente al suo lavoro pur di non affrontare i problemi con Elisa, lei troppo chiusa nella sua depressione per avere la forza di reagire e parlare a Matteo. La situazione sembra davvero irrimediabile, neanche il supporto di Carlo, amico storico di Matteo, né l’arrivo di un bambino riporta i giusti equilibri nelle loro vite.

L'amore, quando muore di Nadia Levato

È una storia breve ma che ti accarezza e strazia l’anima: mancanze, delusioni, soprattutto in amore, rendono il tutto così vivo e personale. Il dolore di Elisa può essere quello di chiunque viva o abbia vissuto una storia d’amore devastante.

Mi fai sentire inadeguata.

Sbagliata.

Incrinata.

Fuori posto.

Fuori luogo.

Mi fai sentire come una di quelle bambole di ceramica che colleziona tua nonna.

Mi è sembrato che Carlo personificasse un po’ l’ironia della sorte, ciò che era destinato ma che la vita ha pensato bene di sviare su un altro sentiero; la morte si fa beffe di lui e di ciò che avrebbe potuto avere.

Lo stile è incalzante, spezzato, come se la sofferenza trapelasse dalle brevi frasi che si susseguono, rendendo toccante l’intera vicenda.

Ciò che questo libro esprime è sicuramente il fatto di non dover mai dare nulla per scontato, soprattutto quando si tratta di forti sentimenti come l’amore; ci si sofferma troppo spesso sui problemi di ogni giorno e quasi mai sul proprio cuore, gli abbracci o le gentilezze sono premi rari che si concedono molto più difficilmente delle cattive azioni.

Chissà com’è provare un amore così sordo. Resistere al dolore di una mancanza. Accettare la morte e la caducità della nostra vita. Continuare a macinare passi, minuti, giorni. Il cuore in un eterno passato ed i piedi in un beffardo presente. Chissà com’è continuare ad amare quando l’altro tace sotto la polvere. Rimestare la terra bagnata aspettando che il sole l’asciughi.

Irene Cambriglia

Crepapelle di Paola Rondini

Questo libro, edito da Intrecci edizioni, tratta del tema delicato della chirurgia plastica e intreccia la storia di due personaggi, il medico chirurgo Giacomo Selvi e la paziente Greta Lensi.

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Giacomo Selvi è il classico chirurgo plastico che vive in un appartamento di lusso, circondato da donne bellissime, spesso ex pazienti, che si divertono con lui; dedito completamente al suo lavoro, sarà sconvolto da un evento apparentemente banale: un vecchio busserà al finestrino della sua macchina e gli consegnerà un foglio con delle parole casuali tra cui spicca la firma “Crepapelle”.

Da quel momento in poi Selvi si sentirà confuso e agitato, tanto da lasciare la sala operatoria poco prima di operare la sua paziente Greta Lensi.

Greta Lensi è una cinquantenne che desidera cambiare vita attraverso un piccolo intervento di plastica facciale in cui ha riposto tutte le sue speranze. Quando il dottore in sala operatoria sparirà, Greta entrerà in un tunnel da cui sembra non avere uscita. Prenderà un treno per Milano e arriverà addirittura a pensare al suicidio.

Tra le due storie verrà raccontata anche quella di Edo, il vecchio che distribuisce fogli ai semafori, molto dolorosa e drammatica.

La storia è pervasa dal caos, sembra che tutti i personaggi non sappiano come risolvere la situazione in cui si trovano e come riannodare i fili.

Questo libro fa molto riflettere perché, in un qualunque momento della nostra vita ordinaria, può capitarci qualcosa che ci manda totalmente nel caos e non assicura che si possa ritornare alla condizione iniziale. Ciò che mi ha colpito di questo romanzo è proprio la sensazione di irrisolto che ti lascia quasi a voler simboleggiare ciò che potrebbe capitare ad ognuno di noi, in un qualsiasi momento della vita.

Federica Molitierno

Le differenze di Federico Di Gregorio

Le differenze, edito da Delos Digital, è un romanzo breve di Federico Di Gregorio che descrive i diversi modi di rapportarsi alla vita di alcuni personaggi, sullo sfondo di una realtà italiana dai toni quasi evocativi.

Le differenze di Federico Di Gregorio

Viene narrata la storia di Bernard, una promessa dell’atletica leggera che decide in un momento particolare della sua vita di cambiarne la direzione perché non più mosso dalla passione di un tempo. Inizia così una nuova fase che lo porta a rivalutare la sua vecchia passione per la musica. Attorno questa figura ruotano altri personaggi, come Gino Sermi, il suo allenatore, sua madre e lo zio Roberto, il suo amico Riva e, infine, Giulia. Tutti loro hanno un peso nella scelte che farà, condizionandone inesorabilmente le decisioni.

Come possono i sogni sparire?- mi chiese ricordandomi che in fondo, lei, di sogni non ne aveva mai avuti.

Perché questo titolo, Le differenze? Si vive per sé stessi o per accontentare gli altri?

Perché si parla di tutte quelle differenze che caratterizzano ogni essere umano, quelle scelte/non scelte che ci conducono verso un sentiero di irrimediabilità o felicità momentanea. In questo libro vengono esplorati i sentimenti laceranti di un individuo che ha commesso un omicidio, un’angoscia profonda nel non avere alcuna certezza né tanto meno l’amore di una famiglia e da qui l’impossibilità di creare rapporti autentici. Arriviamo ad accarezzare, in questo libro, la profondità delle emozioni umane, quelle che molto spesso ci avvolgono e non lasciano scampo.

Stare soli non è facile. La solitudine non è per tutti.

Irene Cambriglia

Nuvole di fango di Inge Schilperoord

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Nuvole di fango di Inge Schilperoord edito da Fazi Editore è una lettura straziante, dolorosa, che toglie ma allo stesso tempo dà. Ci rende empatici nei confronti del protagonista, Jonathan, con il quale affrontiamo per tutto il romanzo, il male che lo attanaglia.

Jonathan infatti è trentenne attratto dalle bambine che, dopo un periodo trascorso in carcere, ritorna a casa, da sua madre, una donna sola in un piccolo villaggio di pescatori, ormai quasi svuotato e desolato.  Jonathan cerca un equilibrio, una stabilità che rimargini il suo grande senso di colpa e faccia di se stesso un uomo migliore e controllato.

“Tu fai dei pensieri ma non sei quei pensieri.”

Jonathan si considera un uomo buono, dedito agli altri, alla cura della madre  e della casa, e quando conoscerà Elke, bambina sola e con una situazione difficile, subito in lui si presenterà l’istinto di proteggerla.

Jonathan è un uomo solo, lontano dagli altri con cui non vuole e non riesce ad instaurare un rapporto duraturo, una sorta di “meccanismo di difesa” il suo che lo porta ad isolarsi e a preferire di gran lunga la natura. Natura che insieme a lui, è protagonista di questa storia.

Quello che lo circonda cambia con lui, quella stessa natura è un rifugio ma anche un luogo soffocante, come il caldo che lo attanaglia ogni giorno, in ogni momento e sembra quasi lo voglia portare verso la follia.

La scrittura della Schilperoord, infatti,  cresce e si modifica con il mutare delle sensazioni di Jonathan. Ci dona un senso di oppressione, di controllo, poi di smarrimento, in un incalzarsi del ritmo sempre più serrato. Le parole, la struttura delle frasi, brevi e concise, seguono la storia, seguono la mente del protagonista in ogni sua azione. Siamo costantemente con Jonathan, con la sua lotta interiore, con i suoi esercizi psicologici con i quali cerca di arginare i pensieri, le pulsioni.

Jonathan appare fin da subito profondamente distrutto per ciò che lo ha portato ad essere incarcerato e per questo segue una sorta di terapia fai da te che gli impone di svolgere degli esercizi di rilassamento e consapevolezza. Cerca di domarsi imponendosi controllo, un controllo così serrato che lo costringe a crearsi una tabella con orari e mansioni da eseguire con precisione. E l’autrice è sublime nel renderci quest’ossessione maniacale attraverso il linguaggio, la punteggiatura, gli spazi.

Jonathan cerca redenzione per quella parte di sé che non è lui, che non è ciò che lui si sente di essere, una parte quasi fuori da sé, così lontana da quello che è sempre stato. Redenzione e perfezione per un uomo che sa di sbagliare e per questo è trafitto da una lotta interiore dolorosa e costante.

Una volta tornato nella sua vecchia casa, Jonathan può occuparsi nuovamente di sua madre, una donna che ormai lascia trascorrere la sua vita tra un bicchiere di vino, la televisione e le carte, una donna che vede il tumulto di suo figlio e spera di poterlo aiutare con la preghiera, con Dio. Il rapporto tra i due ci appare conflittuale: entrambi sanno ma non lo affrontano, si chiudono in loro stessi, consapevoli della loro sofferenza personale, del loro vuoto. Sanno ma non ne parlano e tacitamente il loro accordo porta avanti una situazione stagnante, falsa, oppressiva e in perenne tensione. La madre non conosce il modo per avvicinarsi a suo figlio e suo figlio non sa come rompere quelle barriere per aprirsi a sua madre. Ho avuto a primo impatto, la sensazione di un affetto sincero ma basato su comportamenti recitati, falsati dalla sofferenza silenziosa e dalla rassegnazione. Un rapporto in cui Jonathan vuole dare molto ma di cui ne è anche infastidito, in quella che è la sua personalità duale, ciò che è e ciò che è fuori da sé.

E così il protagonista si rifugia assieme al suo cane, Milk, nella natura, dove incontrerà la tinca rossa posta sulla copertina del romanzo, quella tinca che per il caldo si nasconde sotto il fango, creando delle piccole nuvole. Nuvole di fango del pesce e di Jonathan che decide di prendersi cura dell’animale e di portarlo nel suo acquario. Un pesce con il quale si forma un invisibile cordone ombelicale, Jonathan si rivede in lui e se ne occupa come se si stesse occupando di se stesso e della sua stabilità. La tinca è lui che si nasconde e vorrebbe non emergere.

Proprio quegli animali che per lui sono così importanti, saranno il motivo della vicinanza di Elke, una bambina di nove, dieci anni, sola, bloccata in una situazione più grande di lei. Elke vedrà in Jonathan un’ancora di salvezza, qualcuno con cui parlare, con cui poter condividere i suoi problemi.  Jonathan troverà in Elke un’altra possibilità di prendersi cura di qualcuno, perché lui sente il peso di dover rimediare, di dover dedicarsi al prossimo, di dover sviluppare un’empatia, una vicinanza. Ma Elke ovviamente sarà per lui anche moto interiore, tempesta. In un susseguirsi incalzante di attimi, pensieri, vedremo come pian piano Jonathan prenderà più consapevolezza di ciò che è e di quello che può fare.

Un libro non tanto denso di fatti narrativi quanto di riflessioni, struggimenti emotivi e psicologici, sofferenza e vortici di pensieri. Ci renderemo conto come sia difficile nascondere chi siamo, i nostri istinti, le nostre profonde pulsioni e quanto sia complicato distinguerci dall’essere quegli animali e trasformarci in uomini razionali.

Un romanzo d’esordio così sconvolgente da togliere il fiato ma così bello che è impossibile non amarlo. Assolutamente da leggere.

Ilaria Amoruso